Pia Mora news


 

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29.07.06.

CRONACA "UN GRIDO TRA LE NOTE"



Ho passato anni nella mia camera da letto, quando ancora non avevo l’età per decidere che cosa fare del mio futuro, ad ascoltare la musica di Mimì, sperando un giorno di poterla eguagliare pur sapendo che sarebbe stato pressoché impossibile, ogni essere è a se e lei era unica. Ma allora ero giovane e pieno di speranze, convinto mi si sarebbe aperta la porta del successo : tutti mi dicevano insisti, hai una voce unica, hai talento se non ce la fai tu … allora! Beh forse le cose sono andate in modo molto diverso, non come avevo sperato o come avrei desiderato ma il mio percorso musicale è stato talmente vasto e ricco di esperienze che mi ha consentito poi di maturare una propria identità, che non fosse di nessun altro se non la mia, carica di emotività e di passione, che mi avrebbe distinto da chiunque. Ma nel cuore ho conservato sempre il desiderio di dimostrarla anche attraverso la musica di Mimì. La sua morte inaspettata, ha fatto sì che maturasse in me la necessità di farlo ma solo quando sarei stato davvero pronto e nel caso ci fossero stati i presupposti per realizzare una serata come quella che il 15 luglio del 2006, in una delle piazze più belle e ricche di storia sono riuscito a realizzare.

Io amo pensare che Mimì, da lassù, abbia mosso meccanismi strani e fatto in modo che questo mio grande desiderio potesse finalmente realizzarsi. La settimana che ha preceduto l’evento è stata, psicologicamente, difficile. Pensavo se mai sarei stato all’altezza di fronte a così tanta bravura e a così tanta intensità, il confronto sarebbe stato inevitabile ma la voglia e il desiderio di ricordarla, di far sì che la gente per una sera potesse rivivere le emozioni descritte e lasciate sulla pelle di coloro che l’hanno amata, attraverso una voce diversa, è stata molto più forte della stessa paura di non farcela. In paese c’era tanta aspettativa, vuoi perché la gente sapeva del mio amore per il canto e chi aveva avuto la possibilità di ascoltarmi in qualche manifestazione canora aveva alimentato così tanta curiosità che persino coloro che non avevano mai assistito agli spettacoli che il Comune di Isola Dovarese celebra tutti gli anni, quella sera, aveva deciso di non mancare. La piazza, a detta del Sindaco non era mai stata così piena. È accorsa molta gente da fuori, Cremona, Mantova, Varese, tutti mossi dalla curiosità di chi potesse, e per giunta maschio, cantare un repertorio così difficile. La scelta delle canzoni è piaciuta molto : qualcuno, più di qualcuno ha mosso l’osservazione che la scaletta contenesse canzoni poco conosciute ma che però ha gradito ascoltare perché nemmeno ne conosceva l’esistenza. La scelta dei brani è stata fatta, mediando tra quello che era la musica che io amo di Mimì e quello che la gente ,che magari la seguiva occasionalmente, conosceva di più.

Mancano ormai pochi minuti all’inizio di quel momento che ho atteso per anni e che mi avrebbe consentito di fondere la musica di Mimì con la mia voce, accompagnato al piano da un magnifico musicista che con il suo talento e la sua anima ha impreziosito il repertorio prescelto per l’evento. “Rapsodia” apre la spettacolo e da subito impreziosisce una sera bella, carica di stelle e in presenza di gente che aveva così tanta voglia di una serata di musica. Non era mai successo che la piazza ospitasse un evento di questo tipo, ma la gente da subito con il suo calore ed il suo ossequioso silenzio, ha dimostrato di apprezzare già a metà della prima canzone, con un applauso sincero e spontaneo. Seguono tutte le altre canzoni, una dopo l’altra e nessuno osa allontanarsi dalla piazza, come stregati da qualcosa, nemmeno chi, non aveva trovato posto a sedere ha pensato di allontanarsi. Quando arriva “Almeno tu nell’universo”, a metà canzone scoppia un applauso lunghissimo che avrà un suo seguito anche a fine canzone. “Gli uomini non cambiano” termina la scaletta e decreta il successo di una serata che porterò per sempre nel mio cuore, come di un momento della mia vita indimenticabile. Il bis è d’obbligo, ovviamente richiesto e noi non l’avevamo pronto perciò si è pensato di rifare una canzone della scaletta e la gente ha apprezzato il fatto che io scegliessi di riproporre “ Io appartengo a te”, rivestita per l’occasione da un arrangiamento al piano, che l’ha resa ancora più affascinante dell’originale, anche perché ormai datato. Mi hanno tutti ringraziato per aver dato loro un’opportunità di riascoltare le canzoni di Mia Martini e chiesto che questo, che al momento rimane un episodio unico, possa proseguire, avere un seguito e girare.

Con grande affetto a te e a tutti coloro che amano l’arte di Mimì

Adolfo Durante

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IVANO FOSSATI e DARIO BALLANTINI

Continua con successo il tour "L'arcangelo" di Ivano Fossati che conquista il pubblico con il suo gruppo di altissimo livello e i suoi modi eleganti.
Cita Luigi Tenco, proponendo "Ragazzo mio", e  fa scrivere, a più di un recensore:
  "cantando 'L'amore vola e io mi sento giù'  trova il modo di ricordare Mia Martini, senza cadere nella retorica".
 Come se non la nominasse per una specie di pudore....chissà....
Le scenografie del concerto sono state dipinte da Dario Ballantini legato al cantautore da un rapporto di stima e di amicizia. Ma a Ballantini piace Fossati? E quale canzone in particolare?
A queste domande, riportate su una intervista apparsa su "Sorrisi e canzoni", l'artista livornese confessa:
"La mia canzone preferita è "E non finisce mica il cielo" che Fossati scrisse per Mia Martini".

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E ANCORA TOUR PER "LA REGINA SENZA TRONO"
 
 
La S.V. è invitata alle presentazioni del libro "Mia Martini. La regina senza trono".
Per il mese di Agosto sono previste due date.
La prima si terrà sabato 12 agosto a Marina di Pietrasanta Tonfano (LU), nell'incantevole Spazio "Giardino caffè" sito in Piazza 24 maggio, accanto alla Libreria Tonnacchera, alle ore 21,30.
La serata sarà condotta dal giornalista scrittore Marcello Lazzerini affiancato da Gianna Bigazzi e dalla presenza dell'autore Pippo Augliera.
Non mancheranno gli omaggi musicali a Mia Martini, grazie alla presenza di validi artisti giovani come Elisa Puccini, Romina Malagoli, Caterina Ferri.
Queste esibizioni verranno accompagnate da  suggestive coreografie preparate dalla coppia Franco Cecchini e Cinzia Parvini di "Koinè Danza".
Ci sarà anche Damiano Nincheri, cantautore che ha composto un bellissimo brano dedicato a Mimì.
Sono inoltre attesi Beppe Dati e Marco Falagiani.
 
 
La seconda presentazione sarà ospitata da Bagnara Calabra il 16 agosto,
organizzata dal Comune e dall'infaticabile Nino Romeo,
patron del "Premio Mia Martini Giovani",
presso Piazza  Municipio, alle ore 21.
La serata sarà condotta brillantemente da Domenico Milani con la partecipazione anche del direttore artistico Franco Fasano e di alcuni partecipanti del "Premio". Verranno proiettati numerosi video relativi a Mia Martini.
 
Si ringraziano  per la disponibilità alla realizzazione:
Marina Eventi Tonfano, Festivalmare, Gruppo Lions, Associazione cultura e spettacolo e Comune di Bagnara.
 
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Sabato 19 agosto a Villa Mezzanato, Porto Viro (RO)

Sabato 19 agosto a Villa Mezzanato, Porto Viro (RO), nell'ambito della rassegna Delta Jazz, si terrà il concerto di Pia Mora Jazzin'. 

Questa formazione, fondata agli inizi degli anni '90, riarrangia in chiave acustica la produzione di autori  italiani contemporanei,  arricchita dal temperamento jazzistico dell'interprete e dei musicisti.


  Il quintetto  che si esibirà il 19 agosto è composto da:
  Pia Mora voce
  Stefano Mora contrabbasso
  Massimo Manzi batteria
  Samuele Garofoli tromba
  Giovanni Guidi pianoforte

  Attinge a piene mani dal repertorio di Lucio Battisti e Mogol a Edoardo De Crescenzo ("Ancora"),da Gino Paoli ("Una lunga storia  d'amore") a Mia Martini, con la scelta originale di "Credo".
  La stessa Pia Mora, contattata dal nostro club, afferma:
"Avendo sempre in mente Mia Martini, di  Ivano Fossati spesso canto,   dal vivo, "Vola" e di   Enzo Gragnaniello "Cu'mme". Di Mimì posso
semplicemente dire che, anche se conosco le sue  canzoni  e ne canto  alcune, ogni volta che la ascolto cantare vengo  presa da  un'emozione 
irrefrenabile".
 Il 18 giugno al Festival Gubbio No Borders è stato presentato il CD  ''Pia Mora Jazzin'...PERCHE' NO?... ''. La sera della presentazione  Mugia Bellagamba ha intervallato i brani musicali con la lettura della  biografia di Pia Mora scritta da Viscardo Pierpaoli (vedi sito 
www.piamora.com).
Da notare che alla registrazione del disco ha partecipato anche  Ramberto Ciammarughi che ha lavorato nella tournée jazz con Mia 
Martini nel '91.

 

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Jessica Da Re ritorna a cantare il repertorio di Mia Martini con un tributo alla cantante italiana che si terrà l'11 agosto nel comune di Tambre
d'Alpago (BL).
Per l'occasione sarà accompagnata dal suo gruppo Twelve Strings con il quale da alcuni anni si esibisce con un repertorio internazionale con
arrangiamenti che puntano alla contaminazione tra i diversi generi, dal pop al jazz al folk.
Anche per il tributo a Mia Martini il gruppo ripropone i brani più famosi di Mimì mantenendo il sound che da alcuni anni li
identifica.
Il repertorio spazierà dai brani più famosi di Mia Martini tra i quali:
"Almeno Tu nell'Universo", "Gli Uomini Non Cambiano", "Piccolo Uomo", "Minuetto",
"Mimì Sarà", per spostarsi verso i brani di Fossati quali "La Musica che
Gira Intorno", "I Treni a Vapore" per concludere con il brano "Riscoprirti Mia"
scritto da Jessica per Mia Martini.

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13.07.06.

Serata dedicata a Mia Martini
Titolo dello Spettacolo: “Un grido tra le note” concerto per piano e voce


Piano: Stefano Calzolari



Il pianista Stefano Calzolari ha studiato con Franco D’Andrea, Luca Flores ed Enrico Pieranunzi, coltivando contemporaneamente lo studio della musica colta, campo nel quale ha avuto tra i suoi insegnanti il compositore Luciano Chailly.

Nei primi anni ’90 forma un suo quartetto collaborando con Fabrizio Bosso, Massimo Greco e Mauro Marigliano.

Ha lavorato come pianista accompagnatore in diversi Stages con il chitarrista Garrison Fewell, la vocalist Norma Winstone e in concerto con Gary Chaffee, Paolo Fresu, Sal Nitisco, George Russell, Massimo Manzi, Marco Remondini, Gianni Coscia, Ares Tavolazzi, Michael Allen, Ronnie Jones, Cheryl Nicherson e tanti altri.

Ha partecipato a importanti rassegne, tra cui il Porretta Soul Festival accompagnando stars del calibro di Bobby Johnson e Michael Allen e in occasione del Pavarotti International 2002 ha suonato con i musicisti della band di James Brown.

Come tastierista e arrangiatore si è distinto nella musica leggera prendendo parte a diverse incisioni discografiche e partecipando all’edizione del 1997 del “Premio Tenco”.

Il gruppo è completato da una sezione ritmica di tutto rispetto: al contrabbasso Enrico Lazzarini, per anni colonna portante del gruppo di Vinicio Capossela e alla batteria Paolo Mozzoni, uno dei migliori talenti del jazz di casa nostra.

Voce: Adolfo Durante



(oltre che essere un grandissimo estimatore e fan della cantante da sempre, ha all’attivo molti anni come vocalist nelle sale d’incisioni, realizzazioni e produzioni discografiche, vocalist di band sia rock che jazz). La particolarità dell’artista sta nell’ascoltarlo perché possiede una vocalità particolare che è difficile trovare nei registri delle voci maschili. Per qualsiasi informazione 349/6887274.



Scaletta della serata:

Rapsodia
Piccolo Uomo
Minuetto
Inno
E non finisce mica il cielo
Spaccami il cuore
Io Appartengo a te
Bambolina, bambolina
Almeno tu nell’universo
Donna
Gli uomini non cambiano
Notturno
Scrupoli
La costruzione di un amore
In una notte così(inedito)

p.s= la scaletta potrebbe avere delle lievi variazioni.
Lo spettacolo si terrà sabato 15 luglio ad Isola Dovarese (CR),

P.zza Matteotti alle ore 22,00.

L' ingresso è gratuito ed in caso di pioggia si svolgerà presso il Teatro San Nicolò in Isola Dovarese.

NOTA: Isola Dovarese - 'L'isola dei cinque sensi'
Al via la rassegna di spettacoli che contraddistinguerà il luglio degli Isolani e non, in questa estate 2006, in cui l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Isola Dovarese si sono nuovamente unite per promuovere iniziative che potremmo definire "Ludico-Culturali".
Da questo intento fondamentale la scelta di intitolare la rassegna di spettacoli "L'Isola dei Cinque Sensi", con l'obiettivo preciso di "appagare" pienamente gli astanti.
L'auspicio dell'Amministrazione Comunale e della Pro Loco è che tale rassegna diventi un appuntamento annuale sempre più ricco ed interessante, ed al quale il pubblico possa rivolgersi con sempre maggiore curiosità ed aspettativa.
La rassegna toccherà i luoghi più significativi del territorio isolano cercando di mescolare piacevolmente suoni, odori, colori e sapori di queste terre in quel momento dell'anno in cui maggiormente esprimono la loro fecondità in tutti i sensi.
Calendario degli spettacoli:
Venerdì 7 luglio, presso Piazzetta Velaux, ore 21.00, Ensemble ARUNDEL , diretto da Antonio Minelli, presenta "Musica Divina". Conferenza spettacolo sulla musica antica.
Giovedì - 13 Luglio, presso il giardino del Ristorante Molino Vecchio, ore 21.15, Lucilla Giagnoni presenta: "Il racconto di Chimera", dal romanzo "Chimera" di Sebastiano Vassalli. Odissea 2006- Penelope e le altre.
Sabato 15 Luglio, presso Piazza Matteotti, ore 22.00, Stefano Calzolari e Adolfo Durante presentano: "Un grido tra le note tributo a Mia Martini", Concerto per Piano e Voce.
Giovedì 20 Luglio, presso piazzetta Velaux, ore 21.30, La Nuova Compagnia dell'arte scenica presenta: "Bollenti Spiriti".
Venerdì 21 luglio, presso Piazza Matteotti, ore 21.30, Celtic Music Festival presenta: "LA ZAG" Historical Folk.
Venerdì 28 Luglio, presso il Teatro San Nicolò di Isola Dovarese, ore 21.30, "Mercanteggiando a Isola Dovarese".
Per ulteriori informazioni contattare:
Cell. 339.7489760
tel. 0375.946042
e-mail: prolocoisola@tiscali.it
bibliotecaisola@hotmail.it.

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06.07.06.

Cantante, attrice e ballerina, Francesca BORRELLI, ospite Premio “MIA MARTINI”, dopo essersi permessa il lusso di aver lavorato a
fianco di artisti del calibro di Massimo RANIERI e Raffaele PAGANINI, reduce dal suo ultimo successo teatrale nel musical “FAME - SARANNO FAMOSI”, ritorna a cantare, interpretare ed omaggiare la grande e indimenticabile “MIA MARTINI” dopo lo splendido successo dell’ultimo tour, con un revival-show di due ore e mezzo, tutto live, accompagnata da una grande orchestra di 7 elementi.
Grazie alla sua voce straordinaria ed attraverso una interpretazione da brividi, ci farà rivivere per una sera tutte le più belle melodie di “MIMI”, che in questi anni hanno emozionato il pubblico italiano, offrendo un cocktail di emozioni interpretando, tra l’altro, pezzi storici come “Almeno tu nell’universo”, al trionfale “Gli uomini non cambiano” passando per “La nevicata del 56”, “Piccolo uomo”, “Minuetto” e tanti altri,
per uno spettacolo davvero indimenticabile.

 

 
Ecco le prossime date e la scaletta:
 
8 Luglio • Nepi (RM)
25 Luglio • Montone di Teramo (TE)
09 Agosto • Faiete di Cellino Attanasio (TE)
13 Agosto • Atessa (CH)
23 Agosto • Carpineto della Nora (PE)
26 Agosto •  Roccamorice (PE)
31 Agosto • Roccaspinalveti (CH)

"ALMENO TU NELL'UNIVERSO" (Martini)
"NOTTURNO" (Martini)
"DONNA" (Martini)
"PICCOLO UOMO" (Martini)
"GLI UOMINI NON CAMBIANO" (Martini)
"MINUETTO" (Martini)
"E NON FINISCE MICA IL CIELO" (Martini)
"LA NEVICATA DEL '56" (Martini)
"STIAMO COME STIAMO" (Martini-Bertè)
"CU'MME" (Martini-Murolo)
"VIVA L'AMORE" (Martini)
"LA VOCE DEL SILENZIO" (Martini)
"ESTATE" (Martini-Bruno Martino)
"VEDRAI VEDRAI" (Martini-Tenco)
"GENTE DISTRATTA" (Martini-Daniele)
"TU SI NA COSA GRANDE" (Martini-Modugno)
"STELLE DI STELLE" (Martini-Baglioni)
"PENSIERI E PAROLE" (Martini-Battisti)
"LA GRANDE ASSENTE" (Zero)
"COL TEMPO IMPARERO'" (Martini)

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28.06.06.

 

Il 6, 7 e 8 luglio si svolgerà la V edizione del Premio Fabrizio De Andrè nell'omonima Piazza a Roma, ormai diventato un appuntamento fisso, atteso dai fedelissimi del cantautore genovese e da tutti gli amanti della musica italiana d'autore.

Nato dalla periferia romana, il Premio in questi anni è cresciuto tanto da assumere un carattere nazionale.
L'obiettivo del Premio è quello di dare visibilità e dare l'opportunità ai nuovi artisti, nell'ambito della musica, di esibirsi su un palcoscenico davanti a un grande pubblico popolare, di fronte ad una giuria di alto livello professionale (ci sarà anche Gianna Bigazzi).

Le serate finali saranno condotte da Massimo Cotto. La giuria del Premio è presieduta da Dori Ghezzi.
Il vincitore del Premio per la sezione "Canzone d'Autore" vedrà un suo cd prodotto da RAI TRADE e distribuito da CNI Compagnia Nuove Indye.

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06.06.06.

Martedì 30 maggio al teatro Piccolo Eliseo di Roma è stato presentato il libro "IL CASO MIA MARTINI" di Marcello M. Giordano (Herald Editore). Al dibattito, condotto da Francesco Vergovich (Radio Radio) sono intervenuti Adriano Aragozzini (impresario musicale, a sinistra nella foto), Marco Molendini (Il Messaggero) e il prof. Francesco Dragotto (psicologo).
Il primo a prendere la parola è stato proprio l'autore del libro, Marcello M. Giordano (a destra nella foto), che ha presentato il libro come “la storia vera, scritta come un romanzo, di una famiglia particolare” (la famiglia Bertè, il vero cognome di Mia Martini, sorella di Loredana, ndr.) “e di una cantante con un talento fuori dall'ordinario”. Marcello M. Giordano non è un critico musicale ma uno studioso di storia e cultura latino-americana che nel 1990 ha fondato la Theorema (casa editrice specializzata in libri e cataloghi d'arte) e nel 1996 ha editato e diretto "Il Diario" (un tabloid mensile di politica internazionale). Ha cominciato a studiare la vita di Mia Martini da quando è nata (il 20 settembre 1947) fino al giorno della sua scomparsa (avvenuta il 12 maggio del 1995). Non voleva scrivere un libro sulla sua carriera ma sulla sua vicenda umana, che inizia quando Mimì Berté aveva 11 anni ed era innamoratissima del mare, della musica, della sua radio e di un paese (l’Amazzonia) che per lei rappresentava il suo sogno, quello di diventare una cantante e di raggiungere l’amore universale che ha inseguito per tutta la sua vita. Nel libro spiega anche le origini delle dicerie che la perseguitarono e le rovinarono la carriera per molti anni, e racconta come Aragozzini fu l’unico che nel 1989 decise di mettere da parte tutte le voci su di lei e la invitò al suo primo Festival di Sanremo (come direttore artistico) e le permise di riprendersi artisticamente almeno per gli ultimi sette anni della sua vita, a partire da “Almeno tu nell’universo”
 
Per il professor Francesco Dragotto (uno dei più importanti psicologi che ci sono in Italia) Mimì aveva tutte le carte in regola per avere successo, ma la convinzione di non poter essere accettata nasceva già nella sua famiglia (più che nel pubblico, che l’amava), in particolare nella figura del padre che lei cercò per tutta la vita di inseguire e che “non è stato all’altezza delle fantasie e delle aspettative delle figlie”, lui addirittura fuggì per primo di casa e poi fu seguito dalle figlie (a parte Leda Bertè, la sorella maggiore, di cui si parla anche prologo del libro, perché è stata proprio lei a suggerire all’amico Marcello M. Giordano di scrivere un libro sulla sorella Mia).
L’autore stesso ha chiuso il dibattito dicendo che con questo libro ha voluto dimostrare che al mondo ci sono tante Mimì che vagano per l’ambiente discografico senza vedere riconosciuto il proprio talento. Confessa di aver passato qualche mese studiando dalla mattina alla sera la vita di Mimì, ascoltando le sue canzoni, chiamando e intervistando chi l’ha conosciuta, e dopo questa “full immersion” ha sentito di volerle bene e ha temuto addirittura di mancarle di rispetto per le cose che scriveva (forse per la paura di toccare vicende troppo private), ma poi sentiva la sua presenza dietro di lui che lo incitava a scrivere e a terminare il libro…
Notizia pubblicata su Musicalnews il 5/6/2006
 

 

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La Galleria ArteUtopia inaugura, dal 31 maggio al 22 luglio 2006, il nuovo spazio milanese di via Mora con THE BLUE ROOM, mostra fotografica di Guido Harari,
realizzata in collaborazione con Regione Lombardia, Fuji-Hunt, Epson e Imprint.

Guido Harari è da più di trent’anni il più noto e affermato fotografo musicale in Italia, dopo una straordinaria carriera che,
dai primi passi nel mondo della musica come autore di prestigiose copertine di dischi, lo ha visto in seguito fotografo ufficiale di molti grandi miti internazionali.

THE BLUE ROOM è incentrata su circa 15 artisti - ognuno rappresentato con un portfolio di alcune immagini - che Harari ha percepito come particolarmente vicini alla propria sensibilità e alle sue passioni musicali:
Laurie Anderson, Jeff Buckley, Kate Bush, Vinicio Capossela, Leonard Cohen, Paolo Conte, Bob Dylan, Fabrizio De André, Peter Gabriel, Bob Marley, Joni Mitchell, Vasco Rossi, Patti Smith, Tom Waits e Frank Zappa. 
Amatissimo da queste grandi stelle che in varia misura hanno segnato in maniera indelebile e definitiva la storia della musica rock e pop, Harari ha sviluppato con loro nel tempo un rapporto speciale, di amicizia e complicità creativa. In alcuni casi, come per Jeff Buckley e Bob Marley, si è trattato invece di incontri isolati, ma egualmente affascinanti e significativi. 
 
Come si può notare, Mia Martini è la Grande Assente.
Ed è lo stesso Harari a riferire direttamente al club:
"Il progetto originale di questa mostra si è ridotto
parecchio dato il passaggio da quello che doveva essere il Museo di Porta
Romana all'attuale spazio della Galleria Arteutopia.
Stiamo ancora lavorando
per realizzare la stesura originale in cui l'indimenticabile Mimì era già prevista. 
Tra qualche giorno sarà finalmente attivo il sito www.guidoharari.com. Una
volta ultimate le gallerie, vi troverete alcune foto di Mimì."
 

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Una presentazione, quella di Napoli, alla quale sono intervenute persone 'veraci', che hanno raccontato  Mimì, dal loro punto di vista.
Da Gennaro Montuori 'Palummella', nel ruolo di intrattenitore, al leader dello storico gruppo 'progressive' Osanna, che ha raccontato l'esperienza del 'Festival di Viareggio', vinto in ex aequo da loro, dalla PFM e da Mia Martini,
 lodando in quest'ultima anche la capacità già da allora di interpretare il jazz.
Il musicista Tony Cercola ha raccontato qualche aneddoto,
un autore di canzoni ha parlato dell'incontro avuto con Mimì nella seconda metà degli anni '80
e della possibilità di averle fatto ascoltare alcuni suoi brani.
 Lei si era espressa in termini lusinghieri, considerandolo il 'Paolo Conte del sud', ma di fatto non c'è stato alcun seguito.
E' intervenuto anche Sachà, che ha emozionato il pubblico numeroso presente con la sua bella versione francese di 'Almeno tu nell'universo'.
Interessanti, e non potevano essere altrimenti, le proiezioni di video con protagonista la stessa Mia Martini:
una toccante intervista del 1994 realizzata da Massimo Giletti, in cui lei dichiara il suo grande amore per il pubblico,
riprese amatoriali dell'ultimo suo periodo artistico.
E, infine, pubblichiamo queste parole-dedica di un nostro collaboratore, presente all'incontro,
che esprimono perfettamente chi siamo noi di fronte alle note della sua intensa rapsodia.
 

Il fuoco e l’acqua,

il buio e la luce,

la guerra e la pace,

il morire ed il vivere segnano il cammino delle persone straordinarie che lasciano segni indelebili nella storia dell’umanità.

Nulla è lasciato al caso, nulla è banale, solo la passione e solo Essa,

è unica ad esprimere ciò che il cuore spaccato ancora canta.

Non tutti come me hanno avuto la fortuna di camminare insieme a Mimì,

di sentire la sua voce compagna degli eventi che ci segnano,

quando il tempo scandisce lo scorrere dei giorni.

Nel nostro passato “troppo breve”, non c’è traccia di convivenza reale con questa donna straordinaria,

 se non il volere rileggere le nostre emozioni alla luce della sua straordinaria voce,

portatrice di condivisioni, di valori, di amore sapientemente costruito

ma soprattutto vissuto.

Questo libro ci dà la possibilità di aggiungere svariati tasselli al meraviglioso mosaico “Mia Martini”.

Rivela, attraverso i corridoi della memoria, il volto di una regina che, pur senza trono e senza corona,

regna sovrana sulle note della musica.

Il libro è un ottimo strumento di conoscenza della persona di Mimì.

Esso aiuta a comprendere anche il grande impatto emotivo che ha lasciato su chi ha incrociato la sua strada.

Grazie a Mimì di esistere,

grazie a Pippo di mantenere vivo il suo ricordo

 

Alfonso Farina

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16.05.06.

Mimì e Palummella, con Peppe Ponti

Si preannuncia una interessante presentazione , piena di emozioni, quella che si terrà a Napoli il 26 maggio alle ore 18,00 , presso la Saletta Rossa della Casa editrice Guida. Sono previsti molti interventi di artisti, amici, che hanno conosciuto Mia Martini e che porteranno le loro testimonianze nei confronti di questa piccola grande donna.

A Napoli , Mimì , si rifugiò quando disse: “fermate il mondo voglio scendere”.

Il mondo da cui scappava era quello, feroce, delle canzonette come saponette, delle dicerie facili, dei festival brutti, sporchi e cattivi. Napoli la adottò, la curò, la coccolò, le restituì forze e fiducia in se stessa, le regalò un autore (Enzo Gragnaniello), una canzone-capolavoro (<Cu'mme>) e un grande vecchio-bambino con cui tornare in hit parade (Roberto Murolo)…

 

A questo evento hanno già dato la loro adesione Gennaro Montuori 'Palummella', che farà da coordinatore agli interventi, e Peppe Ponti, l'artefice del progetto "Mia Martini-La regina senza trono". Sono previste altre prestigiose partecipazioni, ma non vogliamo togliere il gusto della sorpresa a chi sarà presente.

Durante l'incontro non mancheranno le proiezioni di video particolari e amatoriali su Mia Martini.

                                                                

Clicca qui per leggere l'invito.

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...Fammi sentire bella come il mare…
...fammi sentire stella
al centro del tuo cielo
e della tua malinconia
ed allegria...

 
per gentile concessione di
Giancarlo e Gianna Bigazzi
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16.05.06. Platinette ha omaggiato Mia Martini a Buona Domenica con parole tenerissime e gli occhi lucidi per la commozione.
Segno e conferma di un sincero rapporto di amicizia tra i due.
Le è stato dedicato un medley composto da “E non finisce mica il cielo” e “Almeno tu nell’universo”.

Vogliamo riproporre un articolo di 11 anni fa scritto proprio da Mauro Coruzzi, quando ancora non era Platinette.

PIENA DI ENERGIA MA COSI’ TRISTE E SOLA

"Povera Mimì, così triste e sola. Ci siamo conosciuti nel ‘75, vent’anni fa, in una balera della Bassa. Lei era una grande stella e ricordo indossava un pomposissimo abito bianco tempestato di perline: era il periodo della gran signora, dell’Olympia in Francia e delle serate di giro nella provincia italiana, mentre l’ultima volta che l’ho vista, qualche giorno fa, aveva come sempre in questi anni i morbidi pantaloni Armani con cui cercava di nascondere le gambe non proprio bellissime.
Stavamo preparando una trasmissione radiofonica che la sua casa discografica avrebbe poi distribuito alle emittenti, era presissima dall’idea di fare la conduttrice alla radio, di poter finalmente conversare con il pubblico, di intervistare altri personaggi famosi. Eppure, dietro tanto attivismo, tanta energia, Mimì era una donna davvero sola e profondamente infelice: poche storie d’amore e una, la più importante, lunghissima e finita con le botte, mentre lei andava a cantare a Sanremo.
Da allora, e sono passati più di dieci anni, Mimì ha avuto bassi profondissimi: aveva cercato rifugio in Umbria, dalla quale era fuggita poco tempo fa per andare a vivere a Milano in un residence, prima di fuggire anche da lì per tornare in campagna; ci sono stati periodi lunghi in cui nessuno ha potuto (molti nemmeno voluto) avvicinarla, e poi, straordinario, il ritorno al lavoro, alla fine degli anni ’80 con “Almeno tu nell’universo”, in cui forse per la prima volta senza vergogna, esibiva quella voce rauca, contaminata da una malattia che per lungo tempo le aveva come paralizzato le corde vocali e che era così diversa da quella argentina degli esordi.
Ma Mimì era fatta così, somatizzava il dolore fino a ferire il proprio corpo, e da quella fine di un amore non si era più ripresa. Aveva la percezione che, per quanto potesse fare, la vita non le avrebbe offerto un’altra possibilità come quella e si comportava come se per lei non ci fosse futuro su cui investire, terra dove andare.
Non aveva un carattere facile e lavorare con lei richiedeva nervi d’acciaio, perché era instabile d’umore e come tutte le primedonne autentiche tendeva ad avere sempre ragione; eppure dietro quella diffidenza verso il mondo, nascondeva un’improvvisa fragilità, come quando poche settimane fa, svegliandomi nella notte, perché lei non dormiva e quando dormiva dormiva male, mi chiese il numero di telefono di una presentatrice della tv perché voleva ringraziarla di una cosa bella detta su di lei. Mimì era così sola: da non poterne più di cantare “La costruzione di un amore”, che ogni volta le strappava l’anima, o “E non finisce mica il cielo”, diceva che il pubblico era stanco (assolutamente falso) di queste sue scelte artistiche.

Mina, la grande Mina, le aveva proposto di cantare insieme e Mimì non vedeva l’ora di cominciare, perché nel lavoro trovava pace, mentre dentro, qualcosa, ogni giorno, piano moriva, fino a ieri, quando non ce l’ha fatta più".

 

16.05.06. Bagnara calabra non dimentica Mia Martini

 

 Bagnara – Sono trascorsi undici anni dalla scomparsa di Mimì.

Il suo paese natìo l'ha ricordata venerdì 12 maggio con una singolare manifestazione. Mentre fervono i preparativi per la preparazione dell’ultimo incontro artistico, per la scelta dei 100 giovani artisti europei per partecipare alla fase successiva del Premio Mia Martini Giovani 2006, l’Associazione  , in occasione dell’anniversario della scomparsa di Mimì, venerdì alle ore 11, nel salone del consiglio comunale di palazzo San Nicola, ha tenuto un incontro dal titolo “Bagnara  Ricorda  Mimì”.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bagnara ed il primo circolo didattico “Vincenzo Morello”.

All’incontro sono intervenuti:  gli alunni della scuola , che hanno  dedicato alla grande figlia di Bagnara alcuni versi, il dirigente didattico Antonino Giunta, che ha illustrato l’iniziativa riservata agli alunni del circolo.

Il presidente del Fans Club Chez Mimì, Pippo Augliera, ha parlato del rapporto particolare ed esclusivo che Mimì aveva con Bagnara, luogo dove si rifugiava per rigenerarli e allontanare i mali della vita. Ha ricordato inoltre che Mia Martini ha anche scritto un brano "Lucy" che contiene una filastrocca calabrese, da riscoprire. Ha suggerito agli insegnanti di inserire nelle loro antologie di scuola alcuni testi scritti dalla loro conterranea, molto poetici.   

Nino Romeo, infine, ha detto:

“Per me, è un grande onore ricordare Mimì nella sua amata Bagnara nel giorno della sua scomparsa. Non sarà facile, cercherò per questa occasione, di far rivivere il suo grande amore per la sua terra. Un dono d’amore, verso l’amica, una donna, un’artista che ha regalato con il suo canto, a tante generazioni, emozioni indescrivibili".

 

11.05.06. Notizia inserita sul sito Fondazione De Andrè
 
Undici anni fa oggi la canzone italiana restava orfana di una delle voci più intense e commuoventi che abbia avuto, quella di Mia Martini.
Ora un libro, curato da Pippo Augliera, rende omaggio alla grande artista che è stata, "Mia Martini. La regina senza trono".
L'unica regina che "senza corona e senza scorta" non ha bisogno di bussare alla nostra porta.
Nel libro è riprodotto il manoscritto originale del testo della canzone "La mia razza", scritto da Fabrizio De Andrè.
 
11.05.06. Mario Rosini
Cosa dire, sappiamo tutti cosa è venuto a mancare in quel giorno di quell' anno, io poi me lo ricordo davvero bene
 e con me tutti i miei amici colleghi di quella tournèe.
La musica è stata orfana di una grande (Madre) di una grande icona della storia della musica.
Ma se è vero che la storia è fatta di uomini e di donne che lasciano segni indelebili,ecco che
Mia Martini ne ha lasciato uno così forte da non potere dimenticare mai.


 
11.05.06. Mia per sempre...

 Di Mimì porto dentro di me un'immagine lunare, nitida e splendente. Ricordo con grande piacere gli innumerevoli concerti a cui ho assistito (soprattutto negli anni Settanta) in giro per l'Italia: alcuni nella mia provincia, molti in Romagna (all'ALTRO MONDO di Rimini e al vecchio GEO di San Mauro Mare...). Mia Martini dal vivo, oltre all'originalità del suo estro interpretativo, sfoggiava una voce potentissima, chiara e cristallina, capace di raggiungere note impossibili. Una voce sicuramente penalizzata dal modesto effetto del roteare lento di una vecchia puntina sul nero vinile, magari suonato su un giradischi non ancora stereofonico... Mimì aveva un approccio timido e riservato con il pubblico e difficilmente si muoveva dall'asta del microfono su cui appoggiava sicura le mani ricche di vistosi anelli... Una vera Gipsy Queen, che appariva dal buio delle quinte, coi suoi vestiti da zingara e i capelli neri lunghissimi, i suoi scialli di seta a fiori e il tintinnio dei bracciali e delle collane. Subito conquistava e convinceva tutti con la sua voce inconfondibile, intonando Agapimu al ritmo di uno scintillante tamburello. Il suo canto si liberava potente e sicuro, rimbalzando sulle pareti della discoteca illuminata da mille fari colorati. Quelle indimenticabili canzoni, sgranate una dopo l'altra come dalla corona di un prezioso rosario tra un sorriso e un "grazie", intrigavano i cuori sognanti di un pubblico assorto ed intimamente entusiasta. Seduti ai piedi della pedana eravamo quasi tutti ragazzi non ancora maggiorenni, capaci di fare decine di chilometri in autostop pur di raggiungere i grandi locali delle due "riviere" (Versilia e Adriatico) dove in estate, se la sera si decideva per "il concerto" non c'era che l'imbarazzo della scelta. Molti di noi, musicalmente parlando, devono ancora oggi ringraziare la sorte per aver avuto la fortuna, per pure coincidenze anagrafiche, di assistere alle performance di artisti straordinari, "sorpresi" nei momenti più alti della loro carriera: Mina pre-esilio, Patty Pravo prima della "scoperta" dell'America, Renato Zero non ancora in odor di santità, Loredana Berté agli esordi, Baglioni non ancora replicante di se stesso e Venditti in pieno estro creativo, giusto per fare qualche esempio... E che dire dei pochi eletti che grazie all'inventiva e all'impegno di Sergio Bernardini si sono ritrovati a La Bussola di Viareggio, faccia a faccia con artisti del calibro di Lucio Battisti, Gabriella Ferri, Chet Baker, Marlene Dietrich, Maurice Chevalier, Sammy Davis Junior, Josephine Baker... Ecco, Mimì l'ho "vissuta" soprattutto nelle seducenti atmosfere di quel periodo, purtroppo per molti versi irripetibile. Negli anni a seguire il suo percorso umano e artistico non è stato sempre facile; tutti ormai conoscono (anche se in maniera spesso distorta) la sua storia. Ma il clamoroso ritorno al Festival di Sanremo del 1989 e il successo ritrovato, sembravano avere in parte riscattato le sofferenze di quel periodo buio. Poi è successo quello che sappiamo e non è mia intenzione soffermarmi a ragionare adesso su questo e su quello, su cause ed effetti, anche perché credo non esista alcun motivo al mondo in grado di spiegare o giustificare una morte prematura... Anche se la sua carriera non è stata breve (avendo iniziato giovanissima), dal 1995 ad oggi abbiamo già perso più di un decennio di belle canzoni... Chissà cosa sarebbe andata a scovare pur di rinnovare il suo grande amore per la musica... Il 12 maggio) ricorre l'undicesimo anniversario della sua scomparsa e ancora una volta mi sento di ringraziare dalle pagine di questo sito Paolo Piccioli che nel palinsesto notturno di Rete 4 è riuscito anche quest'anno ad inserire (a partire da stanotte) quattro imperdibili appuntamenti musicali dedicati a Mia Martini. Poco importa se si tratta più o meno di repliche di tributi già andati in onda negli anni scorsi, per molti che non le hanno potute seguire o registrare in precedenza può essere un'ulteriore buona occasione per rimediare. Sempre meglio del solito indecente e colpevole buio totale da parte della Tv pubblica che, tra l'altro, possiede la maggior parte del materiale di repertorio.  Questo è semplicemente il mio piccolo contributo per ricordarla con il rispetto che merita e con l'immutato affetto sbocciato proprio in quegli anni Settanta, così difficili e lontani ma così forti e autentici, proprio come la storia della sua vita.
ROSARIO BONO
8.5.2006

11.05.06 In occasione dell' anniversario, cogliamo l'opportunità di ringraziare:

Ilaria Donati, Luca Cremonese,  per gli spazi dedicati a Mia Martini, all'interno dei loro programmi,  rispettivamente su Radio diffusione suono e Radio 24.
La redazione di Rockol per il comunicato stampa pubblicato il 24 aprile.
Paolo Piccioli per gli speciali su Rete 4
Dori Ghezzi e Fondazione De Andrè per la new riportata
Rosario Bono di Lady Pravo per "Mia per sempre"
Mario Rosini per il suo affettuoso ricordo
Egidio Maggio per il suo omaggio
Giovanni Lombardo di Madre pennuta sito dedicato a Lucio Battisti
Nino Romeo per "Bagnara ricorda Mia Martini"
Gilda Giuliani per "Canto Mimì"
Lo staff di Mina Forever e Mia Martini Web per la stima
Gianna e Giancarlo Bigazzi per il loro continuo e concreto amore  per Mimì
Mila Giordani per le sue preziose ricerche su Internet
I conduttori e artisti che hanno partecipato alle presentazioni di "Mia Martini.La regina senza trono".

 
09.05.06. Il 12 maggio  ricorre l'undicesimo anniversario della scomparsa di una delle più grandi interpreti della musica leggera italiana.
 Per fortuna il suo percorso umano e artistico ha lasciato preziose tracce dietro sè:
oltre alla musica e alle canzoni, la testimonianza di una sensibilità e di una carica umana che hanno saputo viaggiare oltre i limiti consentiti dalla mediocrità, dal pregiudizio, dall'ignoranza.
Un bell'esempio di semplicità e umiltà, qualità assai rare nel fatuo mondo della nostra piccola Italia canterina.
Della sua produzione musicale si conosce tutto, della sua vita anche.
Tutto è già stato detto, scritto, ripetuto e spesso riportato con l'aggiunta di cattiverie e considerazioni del tutto gratuite,
oggi più che mai rilevanti.
Chi invece ha avuto la fortuna di conoscere bene Mimì sa quanta tenerezza e positività riuscisse a trasmettere
con il suo naturale modo di essere.
Per ricordarla, abbiamo voluto rendere pubblici alcuni semplici versi scritti da Rosario Bono, responsabile del sito "Lady Pravo",
artefice anche di questa bella introduzione.
Riportiamo, inoltre, una recensione su   "La regina senza trono"  firmata dal Prof. Maurizio Nocera,
 che ha ha curato la presentazione del libro a Lecce,
 e un commento sulla nuova biografia su  Ivano Fossati  "Il volatore".

 
DEDICATO A MIMI'
 
 Cosa ti posso dire
adesso qui
fermo sulla strada
che mi riporta a casa
con poche note in tasca
e le parole chiuse
nella mano destra.
Cosa ti posso dire
di questo divenire
eternamente uguale
Di questo tempo
che non mi lascia
e che non so lasciare
Di questo mascherarsi
per un eterno carnevale
dove non so più chi sono
né a chi voglio assomigliare.
Cosa ti posso dire
da così lontano
mentre guardo un altro mare
dove senza vento
non hai più vele da spiegare
dove non porti più i segni
della fatica di amare
e di una passione sleale
che ti ha bruciato
gli entusiasmi sul finale.
Posso solo immaginare
di accompagnarti nel viaggio
verso un porto sicuro
mentre ti lasci alle spalle
il sudore e la rabbia
di quei pomeriggi
gonfi di pioggia...
Sulla strada
che mi riporta a casa
riflessi di luce
si confondono tra i sassi
Riascolto ancora la tua voce
che copre l'eco dei miei passi
mentre riprendo il cammino
da solo all'imbrunire...
Rosario Bono 
 
Applausi  per Mia Martini

Di Maurizio Nocera

  A pagina 12 del libro “Mia Martini. La regina senza trono” (Alfredo Guida Editore, Napoli 2005) c’è una foto che subito attrae il lettore: la cantante Mia, con i capelli tagliati al maschile, una frangetta che lambisce le folte sopracciglie nere, un sorriso che ti parla sincero e gli occhi, quegli occhi che ti guardano l’anima - Mia qui è più bella che mai - abbraccia un uomo giovane, con le labbra piegate a sorriso, il volto tirato a mitezza e gli occhi che guardano in basso, che trattengono una gioia insperata, ma tanto ricercata con amore, con passione e fedeltà. Questo uomo è Pippo Augliera (curatore del libro), il cercatore dell’oro vocale di Mia Martini, di quella sua splendida voce che ammalia, stupisce e che ti entra dentro nella carne, dentro gli interstizi dei sensi, sconvolgendoli nell’intreccio incredibile della ricerca della bellezza.

  Il canto di Mia è come il canto delle sirene che Omero inventò nell’Odissea per far ammaliare Ulisse. E Pippo Augliera, come d’altronde tutti noi, siamo rimasti ammaliati-colpiti da quella voce solare che, a disco ormai fermo, continua a percuotere i nostri timpani come un’eco edenica. Enrico De Angelis ha commentato così: «La voce di Mia sonda in profondità, aggiungendo quel pizzico di turbamento, quello slancio inquieto che accrescono la canzone al di là della struttura» (p. 37).

   Augliera ama la voce di Mia, le sue canzoni, le sue tournée, ma ha amato anche la Mia persona, riservandole nella mente lo spazio a lui più prezioso e segreto, che di solito è occupato solo dall’amica più cara. Ha ragione Federico Vacalebre quando, presentando il libro, scrive: «Queste pagine [curate da Augliera] sono un regalo d’amore, un grazie doveroso da parte di chi sa quanta fatica e quanta passione, quanta vita e quante vite possano esserci dentro una canzone» (p. 9). È vero, il curatore ha collezionato i testi di questo libro per Mia Martini intendendolo proprio come «un omaggio doveroso e affettuoso nei confronti di una tra le più amate e applaudite interpreti delle ultime generazioni» (p.14). Più di una volta egli ebbe occasione di incontrare la cantante. Ricorda il primo incontro del suo fans club con la cantante alla stazione di Messina, nel dicembre ‘90, in occasione di un Telethon di beneficenza. «Per la prima volta - scrive riprendendo un’intervista al club “Chez Mimì” - le chiediamo se è vera la voce che circola sulla sua ritrosia ad accettare i fans club, visto che i due precedenti dedicati a lei hanno chiuso i battenti. / Lei, sorridendo e in maniera disarmante, risponde: “Chi l’ha detto? Non è che non sia d’accordo, anche perché questa vostra iniziativa mi fa piacere, è che non credo di meritare tutto questo” (p. 55).

 Da quel primo incontro nacque quello che poi diventò il mitico fans club ”Chez Mimì” di Messina, che in Italia vanta un bel pò di anzianità. Con il fans club nacquero pure le bellissime fanzine (finora, anno XV dalla nascita, 2005, trentuno numeri) gli incontri con gli amici e le amiche di Mia, la ricerca delle sue canzoni [“Padre davvero” (45 giri); “Mia” (antologia Ricordi); “Il meglio di Mia Martini”(antologia Ddd); “Mi basta solo che sia un amore” (antologia Fonit); “Rapsodia” (antologia Fonit); ”Minuetto” (singolo); “Piccolo uomo” (singolo); “Donna sola” (singolo); ”Almeno tu nell’universo” (singolo); “Nel mondo una cosa” (album); “Il giorno dopo” (album); “Martini mia” (album); “Lacrime” (album); “Valsinha”; ”Signora”; “La mia razza”; “Va a Marechiaro”; “La costruzione di un amore”; ”Stelle”] e dei suoi inediti (uno è stato rintracciato ed è stupendo:“Fammi sentire bella”, dove la voce e il calore della cantante esplodono con l’incanto di un paradiso in festa), le iniziative che la ricordano, ed oggi, finalmente anche questo splendido libro pubblicato dalla Guida editore di Napoli, il quale ha saputo dargli una veste tipografica tra le più belle per un genere di libri come questo. I giovani ne sono entusiasti e non fanno, come di solito usano fare i giovani, passarsi l’un l’altro il libro dopo averlo letto, preferiscono piuttosto andare a comprarlo per averlo sempre con sé.
Ma non solo i giovani apprezzano questo libro, tutt ‘altro perché, come nel caso di chi qui scrive, che giovane non lo è più, e con me tanti altri meno giovani, avere e leggere “Mia Martini. La regina senza trono” è un piacere, è come un ascolto della voce della cantante nel silenzio della mente, là dove toni e note si mescolano ai ricordi. Ad attraversare tutte le pagine del volume s’incontrano un’infinità di sorprese: sono tanti gli interventi e tutti sinceri, autentici, non di maniera: il già citato Federico Vacalebre (giornalista de «Il Mattino»), e poi Nantas Salvalaggio (scrittore), Ivana Zomparelli (giornalista di «Noi Donne»), Roberto Galanti (discografico), Antonella Ottolina (giornalista di «Anna»), Bruno Lauzi (cantante), Mietta (cantante), Paola Turci (cantante), Bruno Di Marino (giornalista), Enzo Gragnaniello (cantante), Loretta Goggi (showoman), Daniele Piombi (presentatore), Enzo Jannacci (cantante), Stefano Senesi (musicista), Mauro Magni (giornalista), Toto Torri (giornalista del «La Gazzetta»), Enrico Ruggeri (cantautore), Mango (cantautore), Maurizio Giammarco (musicista), Roberto Murolo (cantante), Nino Marchesano (giornalista), Peppe Ponti (manager), Gennaro Montuori (conduttore televisivo), Eva Desiderio (giornalista de «La Nazione»), Gianna e Giancarlo Bigazzi (autori di canzoni e compositori), Marco Falagiani (musicista), Marcello Accorsi (giornalista), Maurizio Fabrizio (compositore),  Giancarlo Parisi (musicista), Guido Harari (fotografo), Fernando Fratarcangeli (giornalista della rivista «Raro»),Anna Checchi (giornalista di «Oggi»), Arrigo Cappelletti (musicista), Cristiano De Andrè (cantante), Dori Ghezzi (cantante), Fio Zanotti (arrangiatore musicale), Rossana Casale (cantante), Aida Cooper (cantante), Ron (cantautore), Giorgia e Michele Zarrillo (cantanti), Mimmo Cavallo (cantautore), Mario Rosini (pianista-cantante).
E non mancano altri interventi e prese di posizione come quelli di Loredana Bertè, Lucio Dalla, Sergio Endrigo, Mina, Ivano Fossati, Patty Pravo, Carmen Consoli, Renato Zero; Giorgia, Elisa, Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Gino Castaldo, Renato Serio, Fabrizio Zampa, Franco Califano, Rita Forte, Lino Banfi, Toto Cotugno, Alexia, Irene Fargo, Pippo Baudo, Fabrizio
De Andrè, Mogol, Maurizio Costanzo, Mara Venier, Caterina Caselli, Adriano Aragozzini, Antonio Coggio, Andrea Lo Vecchio, Shel Shapiro, Gianni Morandi, Iva Zanicchi, Marcella Bella, Renzo Arbore, Carlo Verdone, Manuel Mijares, Claudio Baglioni, Mario Lavezzi, Nek, Eugenio Bennato, Fiorello, Dario Baldan Bembo, Biagio Antonacci, Luigi Albertelli.
Come si vede si tratta di uno spaccato quasi intero del mondo della musica leggera italiana degli ultimi quarant’anni e mi accorgo solo adesso che l’elenco di citati è lunghissimo, ma andava ugualmente riportato per constatare la ricchezza del volume che oltre alle tante, tantissime foto,
tutte belle e significative, riporta pure una lettera-testimonianza di Franco Battiato,    indirizzata all’Associazione ’  “Chez Mimì”, nella quale scrive: "aderisco all’iniziativa proposta [...] di intitolare già dalla 46° edizione del Festival di Sanremo che si svolgerà nel Febbraio ‘96 il Premio della Critica a Mia Martini”   (p. 202).

Tutto questo lavoro, ben raccordato nel volume, è stato raccolto da Pippo Augliera attraverso i resoconti dell’attività diretta del fans club “Chez Mimì” di Messina, ma anche ripercorrendo su e giù l’Italia, come ha dovuto fare il curatore per rintracciare amici e amiche della cantante. Un lavoro quindi non indifferente, il cui risultato però dà la gioia di avere tra le mani un libro che farà storia. È sicuro che Mia Martini, seduta sulla più alta nube del cielo, non può non essere soddisfatta di ciò.
Certo, c’è da dire pure che per lei la vita non fu una passeggiata a cuor leggero, e non poche furono le amarezze che dovette soffrire. Già sappiamo di Luigi Tenco e a tal proposito non aggiungiamo nulla di più. Ma una cosa è sicura: la grandezza di Mia Martini è talmente stigmatizzata che il suo
posto nella storia della musica leggera di tutti i tempi ce l’ha già, e questo lo si deve anche a questo bel libro di Pippo Augliera.
A chiusura di questa riflessione, riporto una nota della stessa Mia Martini, che rilasciò nel 1990 a Carlo Assirelli per il fans club “Chez Mimì” di Messina (nel libro riportata alle pp. 46-47), nella quale è possibile sentire la forza e l’amore che la cantante aveva per la vita. È una nota nella quale è possibile sentire anche un senso di dolore, quello provocato spesso dalla spietatezza della discriminazione dovuta all’ignoranza. Mia però, da candido angelo dalle bianche ali, dimostra anche qui di saper sopportare l’abuso e l’affronto e il dileggio e, come madonna piegata sul
colle del Golgota, parla (canta) con la sua voce che sempre incanta:

 «Nel ’69 sono stata in carcere per una questione di hashish che mi hanno trovato e che non ho fumato, allora la droga era una parola che faceva molta paura: non c’era una distinzione fra detenzione e spaccio, quindi la cosa è stata abbastanza pesante, sono stata dentro per quattro mesi: Beh, è stata una esperienza importantissima, intanto per i rapporti umani. Io ho conosciuto in carcere un sacerdote, Don Fresi, una persona meravigliosa che mi ha aiutato ad avere un rapporto con Dio, che non avevo prima e l’ho mantenuto dentro di me. Mi ha fatto scoprire anche il valore della libertà e delle cose che abbiamo. Qualche anno fa ho tradotto un brano di Joni Mitchell, ”Big yellow taxi”, che diceva proprio che la gente guarda e parla ma non vede e non sente e si accorge delle cose che ha soltanto quando le ha perdute. Ecco, io tutto questo l’ho scoperto in carcere, cioè mi sono accorta, mi sono resa conto che ero ricchissima e non lo sapevo, che potevo guardare gli alberi, il cielo, respirare l’aria, sorridere, parlare con la gente, piangere, ridere, bagnarmi sotto la pioggia, tutte cose che non
capivo e apprezzavo perché le avevo a portata di mano. Quando sono uscita dal carcere, mi ricordo sono andata ad aspettare la nave che mi portasse a Civitavecchia, sono entrata in un bar e ho preso un cappuccino. Questa era già una cosa pazzesca... sono uscita, c’era un diluvio pazzesco, ho bevuto questo cappuccino in mezzo alla strada, sotto la pioggia, guardando per mezzora tutta la gente che passava. Credo che sia stato il momento più intenso e più importante della mia vita...».


 

LA REGINA E IL VOLATORE

di Pippo Augliera

 

  L’album ‘Macramè’ di Ivano Fossati, pubblicato nel 1996, l’anno dopo la scomparsa di Mia Martini, non conteneva nessuna dedica da parte del cantautore nei confronti di Mimì. Forse per una forma di pudore o forse perché alcuni ricordi, quelli che fanno più male, si tende a dimenticarli. Ma inconsciamente,  qualche traccia rimane e viene fuori, nonostante e malgrado tutto. In quel lavoro, basta ascoltare i due brani contenenti due frammenti tratti da lettere portoghesi, recitati da Mercedes Martini, per evidenziare i richiami e i riferimenti ad un tormentato amore, sia per i contenuti  (‘ho dimenticato le mie afflizioni e il mio piacere’ ), sia per la coincidenza del cognome dell’attrice in questione, sia per  l’accostamento fin troppo evidente alle atmosfere di ‘Oltre la collina’.

Ma siamo sicuri anche che Fossati a questa osservazione direbbe, com’è nel suo stile, che non è così e liquiderebbe l’argomento. Lo ha fatto in altre occasioni, quando ha ribadito che ‘La costruzione di un amore’ è un brano universale, in  forte contraddizione con quanto dichiarato  da Mimì :“Ivano lo ha dedicato a me”.

  L’incontro tra i due è stato uno scontro frontale tra la freccia del nord e quella del sud. Fossati probabilmente non ha sopportato in questo rapporto l’idea che potesse essere relegato al ruolo di principe consorte dell’artista famosa, considerata da lui, all’epoca della loro storia, soltanto una splendida voce e basta.

  Nel ’94 , dieci anni dopo la fine del loro rapporto, nella sua prima biografia ‘Per niente facile’, sentenziò che era la più grande interprete che avessimo in Italia e non solo. Che avrebbe ripreso dal vivo, e non l’ha ancora fatto, ‘Canto alla luna’, contenuto nell’album ‘Danza’. E nello stesso periodo, la stessa Mimì si sfogò con il   club   affermando che avrebbe dovuto però evitare di dirlo anche nei confronti di Fiorella Mannoia.

  Nel 2004, in una intervista a Radio Capital afferma, in preda della rimozione, che l’unica artista che si è calata maggiormente nella comprensione di ciò che ha scritto è stata la Mannoia, dimenticando che, dopo aver sentito nel ‘94, in studio di registrazione, in compagnia di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi, la versione  emozionante de “I treni a vapore” realizzata da Mia Martini, non aveva  esitato a decantare la  sua capacità di non cantare solamente ma di dipingere quadri con la sua voce.

  In questi mesi sono stati pubblicati due libri su di loro “La regina senza trono” e “Il volatore”, nei quali ognuno di loro parla dell’altro. Mimì lo fa in maniera appassionata, sincera, senza veli, Fossati mostra una (in) solita reticenza, quasi a volere  glissare l’argomento , ben sottolineata dall’autore Andrea Scanzi :

“…le rare volte che abbiamo parlato di “Danza “, Ivano ha gentilmente cambiato discorso. Si è solo limitato a dire ‘contiene buone cose’. Credo che esistano, per lui, tre tipi di ricordi. Quelli che ama rivivere. Quelli che vorrebbe dimenticare. E quelli che fanno male….”

Probabilmente, i ricordi della storia con Mia Martini appartengono al secondo e terzo tipo.

  Fatto curioso è che da qualche anno vive insieme a Mercedes Martini, della quale afferma: “E’ arrivata come una benedizione inaspettata e forse anche immeritata, ma sto facendo del mio meglio”. Buon per lui…

  L’unico aspetto in cui Fossati sembra sciogliersi un pochino di più è legato alla jella e all’ostracismo:

“ …Sentivo la forza immensa di questa donna  che era veramente un’artista, con tutte le lettere maiuscole. Penso di avere imparato moltissime cose da lei. I musicisti erano molto attenti a lei, ma la gente non l’ha mai afferrata nella sua pienezza. Era di una bravura dirompente, a livelli non italiani. Ha lottato per rendere internazionale la musica italiana, si è sforzata in maniera sovrumana, ed è stata ripagata con un atteggiamento criminale. Sarebbe stata degnissima di una carriera internazionale e avrebbe fatto benissimo…

…come si potesse esercitare una tale crudeltà e idiozia insieme su  Mimì, non l’ho mai capito. Era una cosa molto brutta, molto italiana, inclassificabile. Un comportamento criminale dell’ambiente e di una parte di pubblico. Un caso tipico di cattiveria umana che si sviluppa contro altre persone. La teoria del branco, tutti contro uno. E’ stata una vicenda pesante, generata dalla parte più oscura dell’animo umano e al tempo stesso mescolata a certe nostre abitudini mentali latino-cattoliche e italiane in particolare, perché nemmeno in Sud america ho visto usare una tale tendenza a usare la cattiveria in questo modo…

…Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui”.

  Il capitolo del libro "Il volatore",  dedicato a Mia Martini, dal titolo “Buona notte, dolce notte”, si conclude con un riferimento dell’autore a questo brano:

"Il momento più bello di ‘Danza’ è la traccia numero sei. Buona notte, dolce notte. Fossati la riprenderà per ‘Ventilazione’, ma non suonerà così bene. In ‘Danza’ sono voci che si sposano.

‘Per capirlo dovrei cantare/ una vita in più/ Ma la vita va/ quieto amore mio/ niente, niente che non va.’

Niente che non va".

07.05.06. Dopo il concerto tenuto a Taranto il 5 maggio, la grande e sofisticata voce di Ornella Vanoni è attesa lunedi 8 maggio al Teatro Impero di Brindisi, accompagnata dall’Orchestra della Magna Grecia diretta da Luis Bacalov, per l'ultimo appuntamento della stagione concertistica.
Ci sono, dunque, tutti gli ingredienti per una serata di grandi emozioni con le più belle musiche, che hanno reso ancor più grandi i film dei nostri tempi, grazie anche alla partecipazione straordinaria di questa grande artista molto stimata, insieme a Mina e Gabriella Ferri, da Mia Martini.
Per informazioni consultare il sito www.orchestramagnagrecia.it
o rivolgersi all’Orchestra della Magna Grecia Via Tirrenia, 4 - Taranto - tel 099 7304422

07.05.06. Al Marsala Film Festival  è stato proiettato giorno 13 aprile un cortometraggio  in concorso: "Lui e io" del mazarese Marco Tumbiolo, un lavoro che sceglie il registro della spiritualità per affrontare il tema del rapporto tra uomo e religione.
 Utilizzando una narrazione particolarmente intimista, il regista accompagna i turbamenti della protagonista nel suo percorso esistenziale, attraverso un ricorrente utilizzo dei primi piani.
Gran parte delle scene sono state girate all'interno di un noto lido balneare di Campobello, ma c'è anche una parentesi al Teatro greco di Segesta.
 Fanno parte della colonna sonora brani di Mariella Nava, Ivano Fossati, Fred Bongusto e Mia Martini.



 

foto tratta dal sito  http://www.leschegge.it/



Incontri culturali

Dal 27 aprile hanno avuto inizio a Napoli le manifestazioni patrocinate dal Comune di Napoli e inserite nell'ambito
"Maggio dei Monumenti".

Riportiamo le date di tre eventi legati all' Archivio sonoro della canzone napoletana, Roberto Murolo e Mia Martini.

  6 maggio - Ore 10, nel foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, in via Marconi, si terrà la conferenza stampa per l’inaugurazione della “Mostra  Radio e Canzoni”.Per la prima volta saranno esposte rare testimonianze della canzone napoletana: dai cliché originali di fine Ottocento agli strumenti musicali dei più famosi musicisti napoletani e agli oggetti di scena di importanti artisti.Parteciperanno:  Marco Di Lello, assessore regionale al Turismo e Beni Culturali; Dino Di Palma, presidente dell’Amministrazione Provinciale di Napoli; Rachele Furfaro, assessore alla Cultura del Comune di Napoli; Giulia Parente, assessore ai Grandi Eventi  del Comune di Napoli, Francesco De Domenico, direttore delle Produzione Radio Rai; Francesco Pinto, direttore del Centro Rai di Napoli; Paquito Del Bosco, direttore artistico dell’Archivio sonoro della canzone napoletana.

 16 maggio – Ore 11,30 – Conservatorio di San Pietro a Majella, Sala Martucci – “Canzone Napoletana e Culture Musicale: Ieri, Oggi e Domani” – Forum sulla canzona napoletana - A cura della “Fondazione Roberto Murolo” – Infotel: 0815784000 / 0815783280 – Email: fondazione@robertomurolo.com - Website: http://www.robertomurolo.com/

 26 maggio – Ore 18 – Saletta Rossa della Libreria Guida Portalba (Via Port’Alba, 20/23 - Info: 081446377) – “Mia Martini, la regina senza trono” – Musica, testimonianze e performance di artisti e amici di Mia Martini - A cura dell’Associazione “Alfredo Guida Amici del Libro” – Infotel: 081444309 – Email: elites@guida.it

 

04.05.06. "Speciali -  Mia Martini" in onda su Rete 4, a cura di Paolo Piccioli

Domenica 7 Maggio su Rete 4
Speciale Mia Martini alle ore 2.35 (orario notturno)

Giovedi 11 Maggio su Rete 4
Speciale Notte Mimì alle ore 2.00 (orario notturno)

Venerdi 12 Maggio su Rete 4
Speciale Mia Martini Recital 1976 alle ore 2.55
(orario notturno)
Speciale Miei compagni di viaggio alle ore 3.45
(orario notturno)

Sabato 13 maggio
Speciale Mia Martini parte seconda
(orario notturno) 

03.05.06.

OMAGGIO A SERGIO ENDRIGO

Anche per il 2006, domenica 14 Maggio alle ore 18, nella splendida cornice di Villa Pisani di Stra (VE), all’interno del salone della musica affrescato dal Tiepolo, dopo i concerti-tributo a Léo Ferré (2003), Piero Ciampi e Luigi Tenco (2004) , Umberto Bindi (2005), la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto Orientale, in collaborazione con Brandolin Dottor Group e  la regia  dell' Associazione Culturale Art Poétique, continua l’opera di valorizzazione della canzone d’autore (in quanto patrimonio culturale da tutelare) con un omaggio a SERGIO ENDRIGO dal titolo "Anch'io ti ricorderò".
Racconti, immagini e canzoni con: Raffaella Benetti, Rocco Burtone, Chantango, Enrico De Angelis, Cristina Mauro, Roberto Nardin,
 i pianisti: Giannantonio Mutto, Walter Sivilotti.
Con la partecipazione straordinaria di BRUNO LAUZI  e  MARISA SANNIA.
Conduce e recita Mauro Macario, alla chitarra Marco Porcu, al violoncello Luca Pincini.
Ingresso libero  (fino ad esaurimento posti). Per informazioni: 049 502074.
Un particolare ringraziamento a Roberto Nardin per le notizie dettagliate inviate al club.
 
03.05.06. Il 2 maggio, nello 'spazio scenico' a Bergamo, è stato rappresentato, con il patrocinio di Amnesty International, lo spettacolo HIJOS, ideato e narrato dalla scrittrice argentina Candelaria Romero, che racconta, attraverso metafore narrative e gestuali, 
  l’odissea di una famiglia che, in seguito alla dittatura militare in Argentina, deve lasciare il paese per rifugiarsi in Bolivia e successivamente in Svezia. 
È la storia del protagonista; il padre della famiglia, e della sua infanzia, le storie d’amore, l’attività politica, il carcere, la tortura, l’esilio, il secondo esilio, la grave malattia che lo colpisce e la lotta per la sopravvivenza.
Infine: il ritorno in patria e la sua morte.
Il titolo fa riferimento all'organizzazione internazionale per i diritti umani, che in spagnolo significa figli, ma è anche l'acronimo di "Figli per l'identità, la giustizia, contro l'oblìo e il silenzio". 
Per chiudere questa intensa rappresentazione teatrale, è stato scelto un brano di Mia Martini :"Piccolo uomo", proprio in riferimento al personaggio principale che esprime la sua verità, la sua denuncia con la forma delicata di una fiaba.
Ringraziamo vivamente Candelaria Romero per le notizie fornite e il bellissimo testo inviato.


 
03.05.06. Nella penultima puntata di Music Farm, trasmessa il 2 maggio, Franco Califano ha interpretato dal vivo, e alla sua maniera, "Minuetto",
 un omaggio a Mia Martini ma soprattutto a se stesso come autore.

Fovèa Jazz Project
Almeno tu...


1. Almeno tu nell'universo (Fabrizio)
2. The Pink Panther (Mancini)
3. Softly as in a morning sunrise (Hammerstein)
4. Here's that a rainy day (Van Heusen)
5. Dany's Ballad (Lionetti)
6. Passacaglia (Lionetti)
7. On a slow boat to China (Loesser)
8. Corale (Bach - Lionetti)

Daniele Scannapieco - sax tenore
Felice Lionetti - piano
Tommaso Scannapieco - contrabbasso
Gianni Insalata - batteria
Francesco Palmitessa - chitarra (#6 e #7)

Accogliamo con un caloroso benvenuto questa nuova formazione guidata dal batterista Gianni Insalata e dal pianista Felice Lionetti, comprendente il sax tenore di Daniele Scannapieco ed il contrabbasso del fratello Tommaso, che debutta, con un pregevole lavoro
Almeno
tu..., per l'etichetta Philology del sempre attento producer Paolo Piangiarelli.
Semplice ma funzionale la formula scelta dal Fòvea Jazz Project (Fòvea dal latino = fossa) di riarrangiare con gusto alcuni noti standard ed inserire tre valide composizioni a firma del pianista, senza perdersi in inutili e pretenziosi progetti, forti anche della presenza del sax di Scannapieco, solista di livello che contribuisce ad impreziosire ogni arrangiamento.
Fra gli standard presenti troviamo Softly as in a morning sunrise, riproposta in chiave modale ed Here's That Rainy Day che riacquista anch'essa nuova linfa. 
Molto accattivante poi il trattamento riservato al noto tema di Harry Mancini The Pink Panter eseguito sotto la parte ritmica di Watermelon Man di Herbie Hancock, così come la versione del brano che da il titolo al cd, Almeno Tu Nell'universo, legato all'interpretazione che ne diede
Mia
Martini, una struggente ballads accarezzata ancora una volta con maestria dal tenore di Scannapieco
 

Gilda Giuliani in Canto Mimì: atto d’ amore per Mia Martini

Il 22 aprile 2006 al Teatro Serpente Aureo di Offida (AP), la cantante ha reso omaggio alla grande Mimì

Gilda Giuliani-Canto Mimì: questo il titolo del nuovo progetto artistico e musicale di Gilda Giuliani,raffinata ed elegante cantante e interprete. Si tratta di un vero e proprio “atto d’amore” per Mia Martini, altra grande della musica leggera e della canzone italiana prematuramente scomparsa.
“Ho conosciuto di persona Mia Martini e l’ ho sempre stimata, ritenendola una delle voci più suggestive della musica italiana. Sono anni che durante i miei concerti propongo le sue canzoni che riscuotono sempre un grande consenso di pubblico”- dice la cantante.
“Sarà uno spettacolo dal forte impatto emotivo – aggiunge la Giuliani - ci saranno filmati da pelle d’ oca mentre io eseguirò circa sedici canzoni per una durata complessiva di più di due ore”.
Al progetto live che proseguirà per tutta l’estate, si aggiunge l’uscita di un lavoro discografico, importante documento del recital-tributo a Mimì, in cui troverà spazio un duetto della canzone Cu’ mmè tra la Giuliani e il grande Peppino Di Capri.
I brani proposti durante lo spettacolo sono i più significativi e importanti della carriera di Mia Martini:
Mimi sarà, Piccolo uomo, Inno, Vola, Donna, La canzone popolare, Minuetto, Viva l’amore, Gli uomini non cambiano, Che vuoi che sia se t’ ho aspettato tanto, Cu’ mmè, Donna sola, E non finisce mica il cielo, Stiamo come stiamo, La nevicata del ’56, La musica che gira intorno e Almeno tu nell’universo.
Tra gli autori di questi brani ci sono molti big della musica leggera e della canzone italiana: Fossati, Lauzi, Baldan Bembo, Califano, Piccoli, Bigazzi, Gragnaniello, Cavallo, De Gregori, Albertelli.
E dulcis in fundo a concludere tutto, tre evergreen di Gilda Giuliani:
Serena, grande successo del Festival di Sanremo 1973 e non solo; Io me ne andrei, scaturita dalla collaborazione con Claudio Baglioni e Amore, scritta da Maurizio Monti e riproposta dalla coppia Mina-Cocciante. Non resta che augurare alla Giuliani un grande trionfo, sicuri che con il suo enorme talento e la sua grande sensibilità ci regalerà grandi emozioni! Nel nome di Mimì e di Gilda Giuliani.
                                                                                                                                                                                                                                                                                 Andrea Direnzo Gilda Giuliani FansClub

                     N.B. Dal marito di Gilda Giuliani riceviamo un breve ma significativo commento sul debutto del recital il 22 aprile:
"Splendida serata... come poteva non esserlo cantando e raccontando Mimì."

 

26.04.06.Recensione di Fernando Fratarcangeli su RARO n. 176 -  aprile 2006

 

Il titolo lo aveva suggerito la stessa Mia Martini: "Regina senza trono" in senso ironico e scherzoso probabilmente sarebbe stato questo il titolo di un album che la stessa avrebbe dedicato a quei brani in cui il riferimento e l'ispirazione riportavano alla luna. Non c'è n'è stato il tempo, com'è noto. Mia ci ha lasciato nel '95, ma il trono che le spettava è rimasto suo. Ora, paradossalmente, l'artista è più amata di quanto era in vita. Chi non l'ha mai abbandonata sono, tra gli altri, i ragazzi del suo fan club "Chez Mimì" in attività da molti anni e al quale la cantante era molto legata tanto da permettere ora agli stessi curatori, in primis Pippo Augliera, di realizzare un interessante volume che ripercorre soprattutto l'ultimo periodo d'attività attraverso incontri, interviste esclusive rilasciate al club e molto altro. Di lei parlano anche personaggi che le sono stati vicini tra i quali, Enzo Gragnaniello, Roberto Murolo, Beppe Dati, Giancarlo Bigazzi, il fotografo Guido Harari, Dori Ghezzi e Aida Cooper. Un omaggio affettuoso per conoscere meglio l'artista dal punto di vista umano. Da segnalare un unico neo; un volume prezioso come La regina senza trono, avrebbe meritato certamente una sezione fotografica interna più curata dal punto di vista qualitativo. 
   


22.04.06.
Gilda Giuliani
presenta
"Canto Mimì"
Sabato 22 aprile 2006 ore 21,30
Teatro "Serpente Aureo" di Offida (AP)
Comincia il tour 2006 di Gilda Giuliani al Teatro di Offida (AP) con uno
spettacolo interamente nuovo e dedicato a Mia Martini.
Il tributo vuole portare e riportare, con interpretazioni comunque
personali, l'attenzione su un'artista che è stata una delle più grandi  interpreti della canzone in Italia.
Lo spettacolo ripercorrerà, non con una logica temporale, la vita artistica
di Mia Martini riproponendo, senza però stravolgere l'originale, un' interpretazione delle sue più note e coinvolgenti canzoni da "Piccolo Uomo"
ad "Almeno tu nell'universo" passando per "Minuetto" e "E non finisce mica il cielo".
Il Recital si aprirà con una canzone ritratto, di un'intensità unica,
intitolata "Mimì Sarà" e tutte le due ore serviranno a rendere omaggio ad
un'artista dalla carriera lunga e purtroppo contrastata.
La serata sarà interamente registrata per la realizzazione di un CD live dal titolo "Canto Mimì"
Il repertorio è composto da 17 brani:
Mimì sarà, Piccolo Uomo, Inno, Vola, Donna, La canzone popolare, Minuetto,
Viva l'amore, Gli uomini non cambiano, Che vuoi che sia se t'ho aspettato
tanto, Cu'mmè, Donna Sola, E Non Finisce Mica Il Cielo, Stiamo come stiamo,
La nevicata del 56, La musica che gira intorno, Almeno tu nell'universo.



 

22.04.06. E' stato pubblicato di recente il libro  "Ivano Fossati.Il volatore", scritto da  Andrea Scanzi per Giunti editore. Il cantautore parla dei suoi dischi, della sua vita privata. Del fastidio per il troppo successo de "La mia banda suona il rock". Dei suoi viaggi in America, di quando ha conosciuto Andy Warhol o ha rischiato la vita ad Harlem. Del suo rapporto con Mia Martini, "Mimì", della sua scoperta del teatro. Di Fabrizio De Andrè, di Giorgio Gaber.
 Parla di politica, di cultura, senza tralasciare nessuno snodo della sua carriera.
Gli anni Settanta sono quelli degli esordi con il gruppo i Delirium, del beat, dei duelli con i New Trolls, dei dischi che non vendevano...

21.04.06. La nostra preziosa collaboratrice Mila Giordani ci invia questo interessante articolo reperito su Internet.

Padre davvero  di Lorenza Montanari 

 Per ogni donna, il primo uomo è sempre lui. E’ il primo che vediamo e anche il primo che amiamo, anzi che adoriamo senza riserva alcuna. Il papà è sempre perfetto: è il più bello, il più forte, il più ‘grande’ di tutti. Questa smisurata passione dura qualche annetto, poi la figlia ‘innamorata’ cresce, acquisisce il senso critico, e allora i casi sono due: o la passione finisce per trasformarsi in un solido affetto, come del resto capita a molti amori, o si trasforma in un conflitto praticamente eterno e insuperabile, come nel caso degli amori più infelici. Poiché di amore pur sempre si tratta, questo particolare sentimento che le figlie nutrono verso il padre può infatti essere pienamente ricambiato o quantomeno rispettato, ma può anche essere completamente respinto, rifiutato, sbeffeggiato, ed ecco allora la prima grande delusione d’amore di una donna. Come se non bastasse, ci si mette di mezzo quel subdolo meccanismo che in psicanalisi si chiama ‘reiterazione’ e che induce la figlia, una volta diventata donna, a ripetere all’infinito quella drammatica esperienza, affidandosi a uomini che altro non sono che la ‘fotocopia’ della figura paterna, con la stessa capacità di procurare delusione e dolore. E’ come se quella prima esperienza amorosa finita male invadesse a tal punto il cuore della donna da impedirle di ‘guardare oltre’, di sentire e di accorgersi che anche l’altro sesso può essere dotato di comprensione, affettività, capacità di ricambiare. Nulla da fare: si continua a cercare ‘lui’, che non può essere che esattamente così com’era.
Bisogna averne, di forza, per superare questo istinto: poteva giusto riuscirci una ‘fuoriclasse’ come Anais Nin, che a un certo punto prese letteralmente ‘di petto’ il problema e sfogò la passione frustrata per il padre (che l’aveva abbandonata in tenera età) esattamente come qualsiasi donna dà sfogo alla passione per l’uomo che ama. Dopo di chè mise il tutto ‘nero su bianco’: nel libro intitolato ‘Incesto’, la Nin descrisse infatti tutti i particolari della passione, prima platonica poi concretamente vissuta, che la legò al padre ritrovato. Una scelta che più ‘esorcizzante’ non poteva essere, ma che fu il frutto della profonda ricerca interiore portata avanti dalla scrittrice con un’ ‘audacia sperimentale’ che ai suoi tempi era impensabile, ma anche oggi non è da tutte.
Le stragrande maggioranza delle ‘figlie deluse’ finisce infatti, in un modo o nell’altro, per soccombere alla propria stessa delusione. Per tutte loro parlò, anzi cantò, Mia Martini: nella sua lunga carriera, iniziata a 6 anni con una partecipazione radiofonica e conclusasi a 48 anni. Domenica Bertè, detta Mimì, percorse tutte le fasi del dolore femminile causato da un traumatico rapporto con l’uomo, dal primo in questione a quelli successivi. Ora che sono mezza inguaiata e che ho deluso le tue speranze, vieni
di corsa, mi hanno avvisata, per dirmi in faccia le tue sentenze. Padre davvero, lo vuoi sapere? Se tu non vieni, mi fai un piacere”. Era l’inizio degli anni ’70 quando con la canzone ‘Padre davvero’ Mimì incantò la critica ma scandalizzò il perbenismo fino alla censura. Una serie di rime che non perdonavano: “Padre davvero, sarebbe bello, vedere il tuo pianto, di coccodrillo. Padre davvero, sarebbe grande, sentire il parere della tua amante. Padre davvero, ma chi ti somiglia? Ma sei sicuro che sia tua figlia?”. Sul tema del padre, Mimì tornò una ventina d’anni dopo, con la canzone, dal titolo assai eloquente, ‘Gli uomini non cambiano’: “Sono stata anch’io bambina, di mio padre innamorata, per lui sbaglio sempre e sono la sua figlia sgangherata. Ho provato a conquistarlo e non ci sono mai riuscita, e ho lottato per cambiarlo…ci vorrebbe un’altra vita”. Ma nel frattempo, tutta la sua discografia toccò i temi dell’indifferenza e dell’egoismo maschile, dell’abbandono e del menefreghismo: “Mi giri intorno solo quando vuoi, torni proprio quando tu non puoi più stare solo, e io scema che ci casco e ti consolo”. La canzone si chiamava “Amore, amore…un corno” e l’aveva scritta un Claudio Baglioni allora praticamente sconosciuto. Ma non solo l’amore fu al centro della produzione discografica di Mia Martini, che fu anche l’unica donna a trasferire nella musica leggera i temi del femminismo, riuscendo così a portarli all’attenzione di un pubblico estremamente vasto. Con la canzone ‘Libera’ alluse al tema dell’aborto, con ‘Io donna io persona’ parlò dell’umiliante ruolo della donna-oggetto, con ‘Sola’ sottolineò il valore dell’indipendenza femminile. Confermando infine che la donna, più acquisisce coscienza di sé, più è critica nel rapporto con l’uomo. Ma senza mai negare la possibilità di una reciproca intesa, anche a costo di qualche piacevole e consapevole sacrificio. “L’ho imparato da mia madre, che lo diceva sempre a mio padre, che tutti gli uomini sono bugiardi, bevono giocano e tornano tardi, tutti uguali! Ma sono pronta a rinnegarmi, basta che tu ti fermi a guardarmi, e già mi trovi nella tua rete, cosa m’importa se in fondo voi siete tutti uguali!”. Praticamente una filastrocca, forse una dei brani meno conosciuti di Mimì: ma che la dice lunga sulla possibilità, per una donna, di diventare furba quasi quanto un uomo. Quasi quanto il proprio padre. Per poter, infine, liquidarlo con un sorriso.        


 
LIVE CIMINNA TOUR 1995 

....credo che sia stata una delle mie esperienze più forti....sotto tutti i punti di vista....per chi ha avuto la fortuna di stare a fianco a Mimì, pur avendo un carattere non facile, sa' di essere un privilegiato. Il mio bagaglio di esperienza, in quel periodo, è magicamente cresciuto e per un musicista è fondamentale ampliare le proprie conoscenze. Quello di cui aveva bisogno lo sapeva perfettamente, ti diceva nei minimi particolari come doveva essere interpretato un brano, insomma, lavorare in questo modo con lei era molto semplice....a parte quando non era di buon umore (..eh..eh..eh..), ma Mimì era così prendere o lasciare.Durante le prove del tour eravamo ad Ortanova ( FG ) in teatro e lei da giorni soffriva di un forte mal di denti ( ....piccola premessa : si provava dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 23.00 e non si risparmiava con la voce era sempre li a cantare ogni pezzo come se fosse in concerto.... ) a cena ci dice di preparare e arrangiare per il giorno dopo dei brani in maniera acustica perchè aveva preso appuntamento con il dentista; noi tutti tirammo un sospiro di sollievo perchè andavamo incontro ad una giornata di lavoro un pò più tranquilla....il giorno dopo......avevamo già provato un paio di pezzi quando intorno alle 11.30 ce la vediamo salire sul palco con la mano sulla guancia e con mezza faccia ancora sotto anestesia, ci dice: " pensavate di esservi liberata di me....eh !!! " ....insomma dopo dieci minuti eravamo a provare i brani nuovi, con Mimì che CANTAVA con metà bocca ( compresa la parte superiore sinistra delle labbra ) ancora sotto anestesia....mamma mia ragazzi che forza !!!Quello che ricordo con piacere, può sembrare strano, non è solo la parte musicale ma, il contorno, le pause di lavoro. Era in quei momenti che veniva fuori la vera Mimì, quando eravamo in macchina o seduti  a bere qualcosa, a cenare....era lei, con le sue storie raccontate sempre con un sorriso, si proprio così, con il sorriso che, anche se delle volte ironico, lasciava trasparire una voglia di vivere e di mandare a quel paese tutto e tutti.
Ciao Mimì..........dal sito http://www.egidiomaggio.com/ 
 
11.04.06. Ringraziamo vivamente Nando Sepe management  per averci dato la possibilità di pubblicare in anteprima la locandina della serie (ci auguriamo numerosa) di concerti "Canto Mimì" che Gilda Giuliani porterà in giro per l'Italia. 
 
11.04.06. Pubblichiamo con piacere il commento inviato da Sergio di Brindisi su "La regina senza trono" al direttore di "Sorrisi e Canzoni" che sportivamente l'ha pubblicato giorno 7 aprile sul sito della gloriosa testata:
Caro Direttore,
vorrei complimentarmi con Pippo Augliera del fanclub "Chez Mimì" di essersi preso cura del libro recentemente pubblicato "La regina senza trono", dedicato ad una grande artista, Mia Martini, ricco di notizie e di interviste rilasciate dalla stessa Mimì, nelle quali si avverte la sua presenza.
Grazie per questa bellissima testimonianza e per averci regalato ancora delle forti emozioni come solo Mimì sapeva fare.

 
11.04.06. Sul nuovo numero di RARO!, in edicola nei prossimi giorni, ci sarà una recensione de "La regina senza trono" a cura di Fernando Fratarcangeli,
 che ha contribuito con il suo articolo scritto tempo fa su Mia Martini in esclusiva per il nostro club, ad impreziosire il libro.
 Ecco uno stralcio:

.... E’ passato altro tempo, ci siamo sentiti ogni tanto per telefono, in ballo c’era anche un progetto discografico: la realizzazione di un album con l’etichetta Raro! con i brani migliori di Billie Holiday reinterpretati da Mia. Lei si è dimostrata entusiasta del progetto, le canzoni le avrebbe scelto lei stessa, anche se certamente di non facile realizzazione, essendo l’artista contrattualmente legata alla Fonit Cetra.

Quando Mia  è andata via da questa etichetta, si è tornati a parlare di questo progetto, al quale si credeva molto. C’era ugualmente una etichetta di mezzo, la RTI Music, ma questa volta la strada che portava a termine l’idea è sembrata meno tortuosa. D’altra parte si sarebbe trattato solo di una edizione limitata per soli collezionisti e quindi con l’eventuale concessione dell’etichetta di appartenenza. Se ne sarebbe comunque parlato definitivamente negli uffici della redazione di Raro! Un venerdì di maggio. Il venerdì dopo la sua scomparsa.

In quei giorni lì sarò a Roma’ – mi disse – ‘e così ci leviamo di mezzo anche questa benedetta intervista senza fine’. Senza fine, appunto. Grazie, ugualmente, Mimì...

 
11.04.06. Esce il cd  "Domenico Modugno Radio Show"  per la collana Via Asiago 10 con "Piove", "Io, mammeta e tu" (Renzo Arbore), "Dio, come ti amo", "Notte di luna calante" (Gigliola Cinquetti), "La cicoria", "'O Caffè" (Peppe Barra), "Strada 'nfosa" (Peppino Di Capri), "Malarazza", "Tambureddu" (Teresa De Sio), "Resta cu'mme", "Amara terra mia" (Lina Sastri), "Tu si na cosa grande", "La lontananza" (Anna Tatangelo), "Io", "Stasera pago io" (Alex Britti), "Lu pisce spada" (Mario Venuti), "Cosa sono le nuvole", "Lu minaturi" (Avion Travel in quartetto), "Musetto", "Delfini" (Povia), "Notte chiara", "Come hai fatto" (Nada).
Radioscrigno dedica al maestro pugliese uno special radiofonico domenica 16 aprile.

 
06.04.06. Il cantante americano Gene Pitney, 65 anni, e' morto il 5 aprile in una stanza d'albergo a Cardiff in Galles, dove era in tournèe. Lo ha reso noto il suo agente.
Splendida icona degli anni '60, divenne celebre per la sua versione di "24 Hours From Tulsa" di Burt Bacharach e , in Italia, per "Un soldino per il Jukebox".
 Negli anni novanta grazie  ha avuto una nuova popolarità grazie a un duetto con Marc Almond nel brano "Something's Gotten
Hold Of My Heart", giunto al numero uno delle classifiche in Gran Bretagna.
 Performer instancabile, era  attualmente impegnato in un tour di 23 date nel Regno Unito. 
Alcuni suoi brani sono stati interpretati  da altri artisti della sua generazione, come Rick Nelson, che incise "Hello Mary Lou",
mentre Roy Orbison fece "Today's Teardrops".
Molti autori hanno composto appositamente per lui, come Randy Newman e persino i Rolling Stones
In Italia, a metà degli anni '60, ha avuto un momento di grande popolarità con la partecipazione a quattro edizioni del Festival di Sanremo (1964 - 1967):
tra le sue canzoni in italiano più famose "Quando vedrai la mia ragazza",   "Amici miei", "Nessuno mi può giudicare" ,"La rivoluzione" e
 "E se domani", brano clamorosamente bocciato al Festival, eseguito all'epoca in studio, accompagnata al pianoforte dal suo autore Carlo Alberto Rossi, da una giovanissima Mia Martini, quando ancora era Mimì Bertè, e inciso successivamente con grande maestria e classe da Mina.

 
06.04.06. Abbiamo scoperto , curiosando attraverso internet,  che Mia Martini è  è stata ospite delle trasmissioni "Bingoo" del 4 luglio 1978 e "Ric e Gian Show" del 19 novembre 1981,  trasmesse ad Antenna3 Lombardia. A questo link c'è anche la scheda  ed un' immagine dell'esibizione.
Dedicato a Tommaso

 
04.04.06.Claudio Baglioni, in una lunga intervista pubblicata il 3 aprile sul Corriere della Sera, rilascia dei commenti su alcuni suoi colleghi.
Si esprime così nei confronti di Mia Martini:
"Lei ricominciava dopo brutti giorni, io ero un giovane autore che non aveva fatto nulla. La ritrovai in "Oltre", redenta dall'immagine di portajella.
Siamo stati amici, facevamo gruppo con la sorella Loredana e Renato Zero, eravamo l'ala dark del quartetto.
La rividi l'anno prima che morì, con la sensazione che sarebbe stata l'ultima volta".

 
Comunicato  importante:
il Recital "Tributo a Mimì" di Gilda Giuliani spostato al 22 aprile(sabato), ore 21,  
sempre al Teatro Serpente Aureo -  Offida(Ascoli Piceno).
Ringraziamo il Gilda Giuliani fan club per averci comunicato tempestivamente la notizia.
 
03.04.06. Clamoroso rientro in classifica del triplo cofanetto "La neve, il cielo, l'immenso", nella top 100 ( 87°), dai dati Fimi rilevati nella seconda settimana di marzo.
 A otto mesi dalla pubblicazione, continua a vendere costantemente e a resistere alla marea delle emissioni sul mercato dei numerosi tripli dedicati a nomi come
 Mina, Baglioni, Cocciante, Battiato, Battisti.
 
30.03.06. Sabato 15 aprile,  presso il Teatro Serpente Aureo di Offida (Ascoli Piceno), alle ore 21.00 , ci sarà il debutto del  recital di Gilda Giuliani, tributo a Mimì, dal titolo: GILDA GIULIANI-CANTO MIMI'
Tra i brani in scaletta : "Piccolo uomo", "Donna sola", "Minuetto", "E non finisce mica il cielo" , "Almeno tu nell'universo" "Mimì sarà".
Da apprezzare l'inserimento di "Stiamo come stiamo", valida proposta di Sanremo '93.
Questa anteprima è stata  gentilmente fornita dal fan club autorizzato e confermata a noi direttamente dall'artista stessa che dichiara: 
"sono lusingata nell'affrontare questo bellissimo repertorio, scelto anche nella prospettiva  di continuare la tournèe anche in estate nelle piazze."
 

Mimì è sempre con noi

Di Marcello Lazzerini

giornalista scrittore

 

“ Ho seguito il criterio del cuore, scegliendo brani non scritti in nome di un grosso impegno sociale, ma piuttosto in nome della fragilità umana”. In questa dichiarazione, contenuta nel bel libro “Mia Martini, la regina senza trono” a cura di Pippo Augliera,  non c’è soltanto l’indicazione di una scelta artistica, ma  addirittura il senso della sua vita, di una condizione umana assai diffusa ma avvertita con dolore e rassegnazione da quella grande artista che ci ha lasciato troppo presto.

Il libro, a cura del Presidente del fan club “Chez Mimì”, contiene tantissime interviste, sfoghi, confessioni dell’artista che, con inaudita generosità,  non risparmia niente di sé stessa, ripercorrendo le fasi della sua carriera e della sua vita randagia, “ nomade “ amava spesso definirsi, con sincerità, rifuggendo da atteggiamenti  divistici : l’incomunicabilità familiare, il rapporto umorale e viscerale con la sorella, la tormentata storia d’amore e di sodalizio artistico con Ivano Fossati ( “una storia assurda” ha poi dichiarato, “voleva me ma non accettava l’artista”), le crisi, gli interventi chirurgici, i lunghi silenzi, la rottura e i dissensi con le case discografiche,  le ingiustizie e l’immenso, sordo dolore per quell’assurda nomea che le invidie e la colpevole stupidità di ambienti del mondo dello spettacolo e mediatico le avevano impresso sulla pelle:  jettatrice!  Bollata come nella “lettera scarlatta” con un marchio  indelebile. Un’infamia che su una creatura fragile, sensibile, vulnerabile, come lei ha tracciato un solco doloroso.  Non è un caso che un grande artista come Gino Paoli  abbia sentito il bisogno, ricordandola, di esprimere “tristezza” e soprattutto “rimorso” forse per non aver fatto  quanto era necessario per metterla al riparo da tanta cattiveria. Ma in questo  libro ci sono anche i momenti di gioia, le risalite, la sete di sperimentare nuovi percorsi artistici e musicali, rifiutando la ricerca del successo facile, da ottenersi  attraverso compromessi di basso profilo: no, in lei c’è il rifiuto di tutto ciò, per affermare  una concezione alta della musica, intesa come unicum e non divisa per generi di prima, seconda, terza classe.  Da qui le sue intense stagioni, la passione per il   jazz, il blues, l’incontro straordinario  con Napoli e la “napoletanità” ( ovvero Murolo,  Gragnaniello, Pino Daniele), o la prolifica frequentazione della “bottega fiorentina” di Giancarlo  e Gianna Bigazzi, Marco Masini, Beppe Dati, Marco Falagiani  che, oltre a “ Gli uomini non cambiano” ci ha lasciato un brano postumo “Fammi sentire bella”, che sarà presto prodotto dalla Caselli.

Il libro ci restituisce la grandezza di un’artista  di respiro mondiale (straordinaria la sua tournèe  con  Charles   Aznavour),  che  ha  cantato   i  brani   di   grandi  autori    internazionali ( Lennon, Cohen, Serrat, Elton John, De Moraes), e interpretato i cantautori che hanno scritto proprio per lei ( Cocciante, Venditti, Conte, Ruggeri, De Gregori, Fossati, Minghi  ed altri ancora).

Uno dei meriti principali del libro credo sia quello di restituirci l’immagine del rapporto  autentico di amicizia e di fiducia che Mia  aveva instaurato con il suo club “Chez  Mimì”: in esso sembrava quasi che essa  vi trovasse   rifugio, un approdo  sereno, “il caldo buono” di ungarettiana memoria, oserei dire, un luogo dell’anima dove  ripararsi e  affidarsi totalmente. Questo, al di là dei frammenti di vita e di verità che ci consegna, credo sia uno dei meriti del  libro, il cui obbiettivo è quello di far sì che “neanche una virgola “ di Mimì vada perduta.

Tentativo riuscito, poiché questa grande, immensa “ voce dell’anima” è ancora qui con noi, insieme a noi.

 
26.03.06. Un quarto d'ora pieno di emozioni ci è stato regalato all'interno della trasmissione  di Radiouno notte "Cantanapoli"
con il pugno di inediti partenopei live di Mia Martini
 Abbiamo potuto ascoltare, intervallate da appassionate citazioni di Federico Vacalebre, la splendida "Chi tene 'o mare" di Pino Daniele, "Caruso" di Lucio Dalla insieme a Renzo Arbore e Mireille Mathieu, una versione sanguigna di "Luna rossa" con Enzo Gragnaniello, ancora più bella di quella contenuta in "Per aspera ad astra" e, infine, una struggente "Te voglio bene assaje" con Roberto Murolo, proposta a "Domenica in" agli inizi del 1992 per il lancio di "Cu'mme', incisa in studio l'anno dopo.
Un grazie di cuore a Federico  Vacalebre per questo omaggio e per avere menzionato il libro "Mia Martini.La regina senza trono", la cui casa editrice, per una singolare coincidenza, ha sede a Napoli, città che ha adottato non solo Mimì ma anche il Suo eroico club.

 

 
22.03.06. Nella puntata di esordio della nuova edizione di Music Farm,
Ivana Spagna ha riproposto una sua ennesima versione di "Almeno tu nell'universo", brano considerato dalla conduttrice Simona Ventura come il più bello della musica leggera italiana.
 
22.03.06. Undicesima puntata su Radiouno Rai, nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 marzo (dalle 3.00 alle 4.00) di “CantaNapoli”, la vetrina dell’ Archivio Sonoro della Canzone Napoletana.  “CantaNapoli” è dedicata a tutto quanto fa, faceva o farà melodia partenopea ieri, oggi e domani, a partire dai tesori conservati presso la struttura del centro Rai di Napoli, da cui va in onda la trasmissione condotta da Paquito Del Bosco e Federico Vacalebre.Continua la sfilata di ospiti in studio: questa volta tocca a Gianni Ateranno, storico maestro della canzone napoletana, che ha attraversato in qualità di direttore d'orchestra (dei festival di Napoli), arrangiatore (Aurelio Fierro), autore (Tony Astarita), talent scout (Massimo Ranieri), pianista (Sergio Bruni). Un amarcord ricco di aneddoti a cui seguire, nella seconda parte del programma, come sempre dedicata alle registrazioni dal vivo, un pugno di inediti di Mia Martini conservati presso l'Archivio: dalle sue interpretazioni di Pino Daniele a una dalliana "Caruso" divisa con Renzo Arbore e Mireille Mathieu, per non dire dei duetti mai incisi con Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello. Una prova strepitosa da napoletana doc, sia pur adottiva.

 
Platinette sarà al Teatro Smeraldo di Milano dal 28 marzo al 2 aprile con il suo recital "Tutto di me - Live".
Presenterà diversi brani con alcuni importanti omaggi a vari artisti, tra i quali Mina
  Patty Pravo e Mia Martini con una personale rilettura de "E non finisce mica il cielo".
 
19.03.06. Il nostro collaboratore Renato Laganà ci invia un articolo su Gilda Giuliani, apparso di recente sul mensile Flash, nel quale annuncia il suo prossimo ritorno in TV e sulle scene con un tour dedicato interamente a Mia Martini dal titolo 'Canto Mimì'.
Da questi concerti verrà tratto un cd live omonimo.
 
04.03.06. Su tutte le radio sarà possibile ascoltare ''Il nostro concerto'' di Umberto Bindi, il nuovo singolo di Claudio Baglioni che anticipa l'uscita della seconda raccolta ''Gli altri tutti qui'', nei negozi a partire dal 31 marzo. Dopo la prima antologia ''Tutti qui'', 300.000 copie vendute e 17 settimane di permanenza in classifica, l'artista torna con la seconda collezione, che consiste di tre CD con 44 classici del suo repertorio  dal 1967 ad oggi.
 L'album conterrà inoltre l'inedito ''Và", inno ufficiale dei XX Giochi Olimpici Invernali, nella versione con orchestra e cori. Come il precedente cofanetto saranno inoltre presenti tre inediti: ''Se la ragazza che avevi'' , registrata nel 1967, ''Amore amore un corno'', scritta per Mia Martini nel 1971, ''Una storia normale'', prima versione origianle del brano inciso da Gigi Proietti nel 1975 con il titolo ''Me so magnato er fegato''.

 
UNA DONNA, UNA STORIA
di Antonietta Fulvio
Associazione Culturale "Raggio verde" Lecce
 

Pensieri e ricordi si sovrappongono inseguendosi lungo le pagine di un libro. Emozioni rubate al tempo, prese in prestito alla memoria tessono un inedito ritratto di “Mia Martini. La Regina senza trono”.
Si immaginava così Mimì - lo aveva confessato al suo fans club - “ironicamente come una regina senza trono, con le pantofole in mano” sull’ipotetica copertina di quel disco che avrebbe voluto dedicare alla luna.
Un desiderio irrealizzato che ora è il titolo del libro edito da Guida e curato da Pippo Augliera, presidente di
“Chez Mimì” official fans club.
Ed è stato lo stesso Augliera a presentare il volume a Lecce lo scorso 8 marzo 2006. L’incontro, nel cuore della “Firenze del Sud”, nella sede dell’associazione Raggio Verde che, proprio nel giorno della festa della donna, ha voluto rendere omaggio ad una grande Signora della musica italiana.
Tutto intorno parla di Mimì, già prima che la serata abbia inizio. La foto di copertina scattata da Roberto Rocchi sui libri disposti sul tavolo ma, soprattutto, la sua voce da brivido che - potere della tecnica - un cd rom restituisce intatta e autentica come se lei non se ne fosse mai andata.
E l’amosfera magica avvolge un pubblico privilegiato che può ascoltare per qualche minuto, in anteprima, un primordiale arrangiamento di “Fammi sentire bella”. Un inedito che tra pochi mesi, grazie alla filosofia editoriale della intraprendente Sugar di Caterina Caselli, sarà una perla da ascoltare .
Ha inizio così l’incontro con Pippo Augliera curatore - ci tiene a precisarlo - del volume che ripercorre minuziosamente l’ultimo periodo della carriera di Mia Martini. Dal suo ritorno sul palco dell’Ariston nel 1989, dopo anni di doloroso silenzio che l’avevano portata lontana dai riflettori di quella ribalta che può essere paradiso e inferno insieme, mondo magico e spietato soprattutto quando il talento è autentico e lo spirito è libero e non avvezzo a compromessi.
Tra le pagine che raccontano l’altalena di successi, il rapporto con i discografici, gli autori, la sua famiglia un po’ strana, dal conflitto con il padre alle incompatibilità di carattere con la sorella Loredana: scavando tra entusiasmi e delusioni senza una rigorosa successione cronologica.
Tra le varie sezioni, contrassegnate da titoli scelti tra le canzoni e quelli degli album della sua discografia, la narrazione insegue quel sottile filo rosso rappresentato dal rapporto esclusivo che lei aveva instaurato con il suo fans club.
Un interlocutore, quest’ultimo, che nel libro diventa una sorta di voce narrante fuori campo, che ha seguito con grande stima e affetto l’artista condividendo parte del suo cammino, riuscendo a sopravviverle alla scomparsa improvvisa e crudele.
Chez Mimì ha superato le barriere del dolore, interrotto il muro del silenzio continuando a ricordare Mimì perché “Mimì sarà” come recita il brano che Francesco De Gregori scrisse per lei.
Lo ha ricordato con emozione Pippo Augliera, raccontando come nacque l’idea del club, il loro incontro, lo spirito che anima da sempre Chez Mimì che si è adoperato, tra l’altro, perché fosse intitolato proprio a Mia Martini il premio della critica assegnato dai giornalisti al Festival di Sanremo.
E ora. a diciassette anni dalla sua costituzione, arriva un doveroso omaggio che Federico Vacalebre ben definisce un atto d’amore:
“Chi l’ha conosciuta non ne ricorda solo la voce, lo sguardo capace di attraversarti come nel tentativo di essere altrove, il sorriso a volte forzato, ma il profumo, l’odore dolce eppure pungente che l’avvolgeva quasi a neutralizzare i brutti odori del mondo, del mal di vivere che di solito aveva dentro”.
Una donna speciale, un’artista autentica capace di liberare nel canto la sua fragilità trasformandola in forza, da energica donna del Sud sapeva dar voce alla sofferenza e trasformarla in canto dell’anima.
“Ho sempre avuto un solo metro “il mio cuore, che mi porta a scegliere i lavori di qualsiasi artista che riesce a trasmettermi delle emozioni” .
E lei, in questo è stata una Regina.
Basta scorrere l’elenco delle collaborazioni, degli artisti con cui ha duettato, suoi straordinari “compagni di viaggio”: dal mitico Charles Aznavour con il quale realizzò una serie di concerti culminati nel trionfale recital all’Olympia di Parigi nel gennaio 1978 a Sergio Endrigo, Ivano Fossati, Mimmo Cavallo, Claudio Baglioni, la stessa sorella Loredana ( “Stiamo come stiamo” le vide cantare insieme nel Sanremo 1993), e poi Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo che la chiamava “piccerè”. Dal sodalizio artistico con i due artisti partenopei nasce “Cu’ mmè”, un capolavoro. Napoli città scaramantica per eccellenza ha rappresentato quasi un’isola felice per l’artista di Bagnara Calabra che considerava Napoli la sua città ideale
“perché è la capitale del Sud, del Mediterraneo, della mia terra…delle mie tradizioni, delle mie radici” .
Visibilmente emozionato, Maurizio Nocera ha letto alcuni stralci del libro, sfogliando tra le numerose testimonianze che arricchiscono il volume corredato di bellissime foto e dalla veste grafica impeccabile se non fosse per quell’unico neo rappresentato dai refusi che un occhio un po’ più attento poteva evitare!
 Ma a parte questo piccolo appunto all’editore, la lettura merita grande attenzione; lodevole è l’impegno a monte dell’intera operazione editoriale che restituisce al lettore tasselli di un’esistenza al limite del privato: le interviste esclusive rilasciate da Mimì prima di un concerto, dopo il grande successo del suo ritorno con “Almeno tu nell’universo”, i suoi sfoghi dietro le stressanti quinte sanremesi (che valse anche una critica ai fans, poi chiarita) e l’amarezza esternata nel prendere le difese di Marco Masini, vittima anche lui di infamanti dicerie proprio come era accaduto a lei, anni prima.
Brutture del mondo dello spettacolo che nascono dal terreno dell’invidia e dell’ipocrisia e rendono le parole armi capaci di ferire a morte.
Estremamente densa e ricca di spunti, che suonano ancora oggi attuali, la sezione intitolata “La vita racconta” dove in un’intervista nel 1980 rimasta inedita e concessa a Chez Mimì si può leggere tutta la delusione, il disincanto nei suoi rapporti con le case discografiche che accusa di dilettantismo e di mancanza di professionismo.
E più tardi, in una lunga intervista rilasciata a Ivana Zomparelli sulla rivista “Noi donne” nel 1990 racconterà della rottura con la Ricordi che le aveva proibito di scegliere le canzoni al di fuori delle proprie edizioni, della scissione del contratto finita in tribunale con la condanna a pagare cifre astronomiche. L’inizio del suo periodo buio, la rottura del legame con Fossati ma anche la determinazione di Mimì che dopo aver perso e mollato tutto riesce a risalire la china e a ritornare.
Struggenti le pagine in cui Mimì racconta l’album “La musica che mi gira intorno”. Una scelta dettata sempre dal cuore di brani come “I treni a vapore”, "Stella di mare", "Hotel Supramonte"… il racconto dell’emozione provata in fase di registrazione cui fa da contralto la testimonianza di Dori Ghezzi presente in studio con Fabrizio De Andrè e, a sorpresa, Ivano Fossati che rincontrava Mimì dopo dieci anni: in quell’occasione ebbe modo di dirle che 
 “con quella sua voce era capace di dipingere dei veri e propri quadri”.
Una grande interprete capace di passare con estrema versatilità dal jazz alla canzone popolare con classe, una vera outsider.
"Mimì ha stile, - scrive il fotografo Harari - ma si sa, nell’Italianetta pop usa -e- getta (o gratta-e-vinci, se volete), questa parola non ha mai contato nulla. Nell’anima e nella voce ha il blues, quello vero di chi ha saputo giocarsi ogni cosa pur di vivere, e neppure questo ha mai goduto alcun credito”.
Ma oggi, noi “piccoli uomini” e “piccole donne”, che avvertiamo la sua assenza, vogliamo ricordarla e amarla, se è possibile, ancora di più anche per questo. 

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Elaborazione grafica tipografia Castrucci-Firenze 

UNA SERATA CON MIA MARTINI

Di Giada StileBertè

 Una bellissima e sentita  serata quella organizzata a Firenze Sabato 11 Marzo, al locale "Mamma"di Lungarno Santa Rosa. L'obiettivo e' stato  la presentazione del libro "Mia Martini.La regina senza trono" , che racconta perfettamente il vissuto di questa grande artista. Nel libro sono presenti anche interviste e racconti di artisti ma soprattutto c’è Mimi'   che affronta e rivela tantissimi argomenti della sua vita, il tutto corredato da fotografie, documenti autografi e lettere de"la grande assente". La serata e' stata organizzata  dall' autore Giancarlo Bigazzi,  dalla moglie Gianna, grande amica di Mimi', e dal club Chez Mimi'. Presenti alla serata Pippo Augliera, direttore dell'unico fans club ufficiale di Mimi', che ha presentato il libro, e Gianna Bigazzi, che ha raccontato il suo incontro con Mimi' e l'approccio avuto dall’artista con la scuola musicale fiorentina.  Firenze e Napoli sono state delle citta' adottive per Mimi' , è risaputo il suo amore per la canzone napoletana ma a Firenze si sentiva come a casa, tanto che ha scelto questo luogo per viverci agli inizi degli anni ‘90”. C’è stata anche  la partecipazione di Aleandro Baldi che ha improvvisato con la sua chitarra e consueta bravura  brani del repertorio di Mia Martini come "Minuetto", "Almeno tu nell'universo" “Piccolo uomo” . Beppe Dati ha riproposto una  interessante rilettura diGli uomini non cambiano” e il suo personale omaggio di “L’ultima canzone”.  Il giornalista Marcello Lazzerini ha coordinato con grande professionalità gli interventi e i momenti musicali. Il momento sicuramente più intenso è stato vissuto dal numeroso pubblico presente con l’ascolto dell'inedito "Fammi sentire bella", un provino inedito realizzato prima della sua scomparsa, coinvolgente, bellissimo e ovviamente interpretato magicamente,   ma questa non e' una novità.  Mimì, grazie alle sue capacita' artistiche e vocali,  riusciva a emozionare il suo pubblico perchè non cantava soltanto con la voce ma soprattutto con il cuore. Successivamente, sono stati trasmessi  video   tratti da apparizioni televisive in Tv e da un concerto  tenuto da Mia Martini  pochi giorni prima della scomparsa. Una frase che ha colpito in particolare,è stata riferita da Gianna Bigazzi quando ha affermato"Mimì aveva tutte le caratteristiche per diventare un'artista di fama mondiale peccato pero' che siamo in Italia e ciò non è accaduto". Un particolare e sentito ringraziamento all'organizzazione per questo evento bellissimo e  a "Chez Mimi" che continua a lottare e a far rivivere Mimì nei cuori delle persone che, come me, l'hanno amata e continuano a seguire questa ‘regina senza trono’ che ha lasciato un segno indelebile.

“Fammi sentire bella”  L’inedito di Mia Martini

di Giovanni Ballerini

 La Nazione – Firenze 12/03/2006.  “Mimì era vera e non scendeva a compromessi. Arrivò a Firenze per scoprire quel gruppo di lavoro che chiamavano la scuola fiorentina della canzone e fu amore a prima vista”Il ricordo di Gianna Bigazzi  (moglie del produttore Giancarlo) ha fatto da prologo al riuscito happening “Una serata con Mia Martini”, in cui la Firenze della musica d’autore ha reso ieri omaggio alla cantautrice scomparsa il 12 maggio 1995. Per ricordare quella che i francesi definirono l’Edith Piaf italiana, è stata organizzata una serata che ha colpito al cuore il folto pubblico presente, che si è commosso a riascoltare i successi della Martini riproposti in chiave acustica da un ispirato Aleandro Baldi e da un vibrante Beppe Dati che ha cantato con grande intensità “L’ultima canzone”, un affettuoso omaggio che il cantautore fiorentino ha dedicato a Mia. C’è stato lo spazio anche per l’anteprima di “Fammi sentire bella”, un brano inedito registrato per pianoforte e voce da Mia Martini nello studio di Bigazzi nell’aprile del ’92, che è stato arricchito dalla produzione di Marco Falagiani per tornare a nuova vita grazie alla Sugar, probabilmente in un futuro progetto discografico. La serata ha avuto il suo epilogo nella presentazione del libro “La regina senza trono”, curato da Pippo Augliera, con i contributi di tanti altri componenti del fan club Chez Mimì. Una raccolta di interviste, impressioni, ricordi e tormenti, che ripropone a meraviglia l’immagine di un’artista fantastica, ma anche di una donna unica, talentuosa, difficile, esuberante e sensibile.  L’idea del libro è nata per arricchire in qualche modo l’esperienza della fanzine che il club edita dall’89 per i nostri iscritti – spiega Pippo Augliera – Abbiamo deciso di fare qualcosa di speciale per il decimo anniversario della scomparsa di Mia.”  Ed è nato questo libro che è al terzo posto fra quelli musicali ordinati su internet e al quinto fra quelli musicali in genere. 

IL GRANDE ASSENTE

 Marco Masini avrebbe  dovuto essere presente a  questa magica serata, ma improvvisi impegni di lavoro glielo hanno impedito. Ha voluto, comunque, mandare un suo personale pensiero che è stato letto da Beppe Dati.

                                                                                                  Lo riportiamo volentieri :

Purtroppo,  per ragioni di lavoro mi trovo in Belgio,  mi dispiace non poter presenziare  a questo importante evento. Anche da lontano desidero sottolineare l’importanza che Mimì ha rappresentato artisticamente in questo settore e in tutti gli anni in cui la luce dei riflettori l’hanno vista protagonista. Abbiamo perso una vera interprete e con essa, spesso, il gusto di apprezzare in ogni singola nota e parola da lei interpretata la melodia, dal graffiante timbro, di grande impatto, come solo Lei sapeva trasmettere così intensamente. Per l’eredità  che questa Artista ci ha lasciato, ritengo che ogni istante dedicatole sia giusto motivo , non solo per tenerne vivo il ricordo ma anche  per continuare ad   alimentare e stimolare vecchi e nuovi  autori o produttori  artistici  nella ricerca di giovani e autentiche “VOCI” , ad oggi , opera sempre più  ardua ….all’apparenza, quasi impossibile.
Marco Masini

13.03.06. Da un sondaggio di Alice sui testi più belli della canzone italiana, 'Almeno tu nell'universo' occupa sorprendentemente e meritatamente la prima posizione, lasciandosi alle spalle brani appartenenti al cantautorato come 'Bocca di rosa' di Fabrizio De Andrè, 'La donna cannone' di Francesco De Gregori.

E pensare che anni fa Mimì ha detto:
 'Mi dispiace, ma non sono brava a vincere'.
Ora vince spesso e volentieri.
 
1)  Almeno tu nell'universo               22,79%
2)  Bocca di rosa                               21,63%
3)  La donna cannone                       18,01%
4)  Emozioni                                      15,70%
5)  Il cielo in una stanza                     9,55%
6)  Reginella                                      5,31%
7)  Margherita                                    4,39%
8)  Ritornerai                                      2,62%
 
 

Sabato 11 marzo alle 17.30 a Firenze

UNA SERATA CON MIA MARTINI

Presentazione del libro “La regina senza trono” e un inedito della cantante

 

Una grande anteprima, la presentazione di un libro, le canzoni più belle. Mia Martini rivivrà nei ricordi dei suoi amici e di chi l’ha amata come donna, amica, artista, e si esibirà con la sua voce grazie a un inedito. A dieci anni dalla sua prematura morte, Mimì torna a Firenze. Lo fa in una serata a lei dedicata e organizzata dall’autore Giancarlo Bigazzi, dalla moglie, e amica intima di Mia, Gianna Bigazzi e dal club Chez Mimì.

La “serata con Mia Martini” si svolgerà a Firenze al “Mamma” di lungarno Santa Rosa. A partire dalle 18, Gianna Bigazzi e il giornalista Marcello Lazzerini ripercorreranno la carriera di Mimì e cosa è avvenuto in questi dieci anni. Durante la serata sarà presentato il libro “Mia Martini. La regina senza trono”, con fotografie, interviste in esclusiva, documenti e lettere autografe dell’artista. Il libro sarà presentato dal suo curatore, Pippo Augliera, psicoterapeuta che ha fondato nel 1989 il club “Chez Mimì” dedicato a Mia e da lei autorizzato.

I momenti musicali della serata sono affidati a Beppe Dati, autore di “Gli uomini non cambiano” che Mia Martini ha portato al successo nel Sanremo del ’92, classificandosi al secondo posto. Dati canterà alcuni brani della carriera di Mimì oltre al brano da lui dedicatole nel decennale della sua scomparsa dal titolo “L’ultima canzone”.

E poi la splendida voce di Mia tornerà a riecheggiare con l’anteprima di “Fammi sentire bella”, brano da lei registrato prima della sua scomparsa, e rivestito per l’occasione da un nuovo arrangiamento di Marco Falagiani.
Previsti anche la proiezione di video particolari e l’esibizione di alcuni artisti che interverranno a questo speciale e sentito omaggio.

L’ingresso è libero.

Ufficio stampa

Pro-Motion
telefono 338 7593538
redazione@pro-motioneventi.it

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04.03.06. Il club è lieto di annunciare questa  'Serata con Mia Martini' organizzata a Firenze dallo staff di Giancarlo e Gianna Bigazzi per ospitare la presentazione del libro 'Mia Martini. La regina senza trono'.
L'incontro avrà inizio alle ore 17,30 presso il locale 'Mamma', Lungarno Santarosa, con la conduzione affidata al giornalista Marcello Lazzerini e la partecipazione naturalmente di Gianna Bigazzi.
 I momenti musicali saranno affidati a Beppe Dati, che proporrà il brano 'L'ultima canzone', dedicato a Mimì e all'anteprima di 'Fammi sentire bella', rivestito di un nuovo arrangiamento da Marco Falagiani.
Previsti, a sorpresa, la proiezione di video particolari  e l'esibizione di alcuni artisti che interverranno a questo speciale e sentito omaggio.
Ingresso libero.

 

04.03.06. Quest'anno il Premio della Critica Mia Martini è stato vinto meritatamente da  Noa insieme a Carlo Fava, che hanno preceduto Mario Venuti, Ron e i Nomadi. 
Da segnalare l'originalità di  Simone Cristicchi con il brano contro le maldicenze 'Che bella gente' che il geniale cantautore ha voluto dedicare, così come ha detto sul palco dell' Ariston, ad una grande artista sensibile, fragile, ma determinata.
La sua dichiarazione è stata accompagnata da un lungo applauso da parte del pubblico presente in sala, nella serata di venerdi 3 marzo, che ha visto  la performance di Loredana Bertè, presente alla kermesse come ospite canora di Ron, affiancato anche da Tosca.
La sorella Bertè ha annunciato che quest'anno il Premio della Critica Mia Martini sarà consegnato nella serata della finalissima da lei stessa. E' un giusto riconoscimento, che si è potuto realizzare per la presenza come conduttore di Giorgio Panariello. Ricordiamo, infatti, dagli archivi del club, che lui stesso è stato uno dei tanti artisti-personaggi del mondo dello spettacolo che hanno aderito alla raccolta di firme affinchè il citato Premio fosse intitolato dal 1996 alla nostra Mimì.


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