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CRONACA "UN GRIDO TRA LE NOTE"
Ho passato anni nella mia camera da letto, quando
ancora non avevo l’età per decidere che cosa fare del mio futuro, ad ascoltare
la musica di Mimì, sperando un giorno di poterla eguagliare pur sapendo che
sarebbe stato pressoché impossibile, ogni essere è a se e lei era unica. Ma
allora ero giovane e pieno di speranze, convinto mi si sarebbe aperta la porta
del successo : tutti mi dicevano insisti, hai una voce unica, hai talento se non
ce la fai tu … allora! Beh forse le cose sono andate in modo molto diverso, non
come avevo sperato o come avrei desiderato ma il mio percorso musicale è stato
talmente vasto e ricco di esperienze che mi ha consentito poi di maturare una
propria identità, che non fosse di nessun altro se non la mia, carica di
emotività e di passione, che mi avrebbe distinto da chiunque. Ma nel cuore ho
conservato sempre il desiderio di dimostrarla anche attraverso la musica di
Mimì. La sua morte inaspettata, ha fatto sì che maturasse in me la necessità di
farlo ma solo quando sarei stato davvero pronto e nel caso ci fossero stati i
presupposti per realizzare una serata come quella che il 15 luglio del 2006, in
una delle piazze più belle e ricche di storia sono riuscito a realizzare.
Io amo pensare che Mimì, da lassù, abbia mosso meccanismi strani e fatto
in modo che questo mio grande desiderio potesse finalmente realizzarsi. La
settimana che ha preceduto l’evento è stata, psicologicamente, difficile.
Pensavo se mai sarei stato all’altezza di fronte a così tanta bravura e a così
tanta intensità, il confronto sarebbe stato inevitabile ma la voglia e il
desiderio di ricordarla, di far sì che la gente per una sera potesse rivivere le
emozioni descritte e lasciate sulla pelle di coloro che l’hanno amata,
attraverso una voce diversa, è stata molto più forte della stessa paura di non
farcela. In paese c’era tanta aspettativa, vuoi perché la gente sapeva del mio
amore per il canto e chi aveva avuto la possibilità di ascoltarmi in qualche
manifestazione canora aveva alimentato così tanta curiosità che persino coloro
che non avevano mai assistito agli spettacoli che il Comune di Isola Dovarese
celebra tutti gli anni, quella sera, aveva deciso di non mancare. La piazza, a
detta del Sindaco non era mai stata così piena. È accorsa molta gente da fuori,
Cremona, Mantova, Varese, tutti mossi dalla curiosità di chi potesse, e per
giunta maschio, cantare un repertorio così difficile. La scelta delle canzoni è
piaciuta molto : qualcuno, più di qualcuno ha mosso l’osservazione che la
scaletta contenesse canzoni poco conosciute ma che però ha gradito ascoltare
perché nemmeno ne conosceva l’esistenza. La scelta dei brani è stata fatta,
mediando tra quello che era la musica che io amo di Mimì e quello che la gente
,che magari la seguiva occasionalmente, conosceva di più.
Mancano ormai
pochi minuti all’inizio di quel momento che ho atteso per anni e che mi avrebbe
consentito di fondere la musica di Mimì con la mia voce, accompagnato al piano
da un magnifico musicista che con il suo talento e la sua anima ha impreziosito
il repertorio prescelto per l’evento. “Rapsodia” apre la spettacolo e da subito
impreziosisce una sera bella, carica di stelle e in presenza di gente che aveva
così tanta voglia di una serata di musica. Non era mai successo che la piazza
ospitasse un evento di questo tipo, ma la gente da subito con il suo calore ed
il suo ossequioso silenzio, ha dimostrato di apprezzare già a metà della prima
canzone, con un applauso sincero e spontaneo. Seguono tutte le altre canzoni,
una dopo l’altra e nessuno osa allontanarsi dalla piazza, come stregati da
qualcosa, nemmeno chi, non aveva trovato posto a sedere ha pensato di
allontanarsi. Quando arriva “Almeno tu nell’universo”, a metà canzone scoppia un
applauso lunghissimo che avrà un suo seguito anche a fine canzone. “Gli uomini
non cambiano” termina la scaletta e decreta il successo di una serata che
porterò per sempre nel mio cuore, come di un momento della mia vita
indimenticabile. Il bis è d’obbligo, ovviamente richiesto e noi non l’avevamo
pronto perciò si è pensato di rifare una canzone della scaletta e la gente ha
apprezzato il fatto che io scegliessi di riproporre “ Io appartengo a te”,
rivestita per l’occasione da un arrangiamento al piano, che l’ha resa ancora più
affascinante dell’originale, anche perché ormai datato. Mi hanno tutti
ringraziato per aver dato loro un’opportunità di riascoltare le canzoni di Mia
Martini e chiesto che questo, che al momento rimane un episodio unico, possa
proseguire, avere un seguito e girare.
Con grande affetto a te e a tutti
coloro che amano l’arte di Mimì
Adolfo Durante
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Sabato 19 agosto a Villa Mezzanato, Porto Viro (RO)

Questa formazione, fondata agli inizi degli anni '90, riarrangia in chiave acustica la produzione di autori italiani contemporanei, arricchita dal temperamento jazzistico dell'interprete e dei musicisti.
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13.07.06.
Serata dedicata a Mia
Martini
Titolo dello Spettacolo: “Un
grido tra le note” concerto per piano e voce
Piano: Stefano Calzolari

Il pianista Stefano Calzolari ha studiato con Franco D’Andrea,
Luca Flores ed Enrico Pieranunzi, coltivando contemporaneamente lo studio della
musica colta, campo nel quale ha avuto tra i suoi insegnanti il compositore
Luciano Chailly.
Nei primi anni ’90 forma un suo quartetto collaborando
con Fabrizio Bosso, Massimo Greco e Mauro Marigliano.
Ha lavorato come
pianista accompagnatore in diversi Stages con il chitarrista Garrison Fewell, la
vocalist Norma Winstone e in concerto con Gary Chaffee, Paolo Fresu, Sal
Nitisco, George Russell, Massimo Manzi, Marco Remondini, Gianni Coscia, Ares
Tavolazzi, Michael Allen, Ronnie Jones, Cheryl Nicherson e tanti altri.
Ha partecipato a importanti rassegne, tra cui il Porretta Soul Festival
accompagnando stars del calibro di Bobby Johnson e Michael Allen e in occasione
del Pavarotti International 2002 ha suonato con i musicisti della band di James
Brown.
Come tastierista e arrangiatore si è distinto nella musica leggera
prendendo parte a diverse incisioni discografiche e partecipando all’edizione
del 1997 del “Premio Tenco”.
Il gruppo è completato da una sezione
ritmica di tutto rispetto: al contrabbasso Enrico Lazzarini, per anni colonna
portante del gruppo di Vinicio Capossela e alla batteria Paolo Mozzoni, uno dei
migliori talenti del jazz di casa nostra.
Voce:
Adolfo Durante

(oltre che essere un grandissimo estimatore e fan della
cantante da sempre, ha all’attivo molti anni come vocalist nelle sale
d’incisioni, realizzazioni e produzioni discografiche, vocalist di band sia rock
che jazz). La particolarità dell’artista sta nell’ascoltarlo perché possiede una
vocalità particolare che è difficile trovare nei registri delle voci maschili.
Per qualsiasi informazione 349/6887274.
Scaletta della
serata:
Rapsodia
Piccolo Uomo
Minuetto
Inno
E non finisce
mica il cielo
Spaccami il cuore
Io Appartengo a te
Bambolina,
bambolina
Almeno tu nell’universo
Donna
Gli uomini non
cambiano
Notturno
Scrupoli
La costruzione di un amore
In una notte
così(inedito)
p.s= la scaletta potrebbe avere delle lievi
variazioni.
Lo spettacolo si terrà sabato 15 luglio ad Isola Dovarese (CR),
P.zza Matteotti alle ore 22,00.
L' ingresso è gratuito ed in caso
di pioggia si svolgerà presso il Teatro San Nicolò in Isola Dovarese.
NOTA: Isola Dovarese - 'L'isola dei cinque sensi'
Al via la rassegna
di spettacoli che contraddistinguerà il luglio degli Isolani e non, in questa
estate 2006, in cui l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Isola Dovarese
si sono nuovamente unite per promuovere iniziative che potremmo definire
"Ludico-Culturali".
Da questo intento fondamentale la scelta di intitolare la
rassegna di spettacoli "L'Isola dei Cinque Sensi", con l'obiettivo preciso di
"appagare" pienamente gli astanti.
L'auspicio dell'Amministrazione Comunale e
della Pro Loco è che tale rassegna diventi un appuntamento annuale sempre più
ricco ed interessante, ed al quale il pubblico possa rivolgersi con sempre
maggiore curiosità ed aspettativa.
La rassegna toccherà i luoghi più
significativi del territorio isolano cercando di mescolare piacevolmente suoni,
odori, colori e sapori di queste terre in quel momento dell'anno in cui
maggiormente esprimono la loro fecondità in tutti i sensi.
Calendario degli
spettacoli:
Venerdì 7 luglio, presso Piazzetta Velaux, ore 21.00, Ensemble
ARUNDEL , diretto da Antonio Minelli, presenta "Musica Divina". Conferenza
spettacolo sulla musica antica.
Giovedì - 13 Luglio, presso il giardino del
Ristorante Molino Vecchio, ore 21.15, Lucilla Giagnoni presenta: "Il racconto di
Chimera", dal romanzo "Chimera" di Sebastiano Vassalli. Odissea 2006- Penelope e
le altre.
Sabato 15 Luglio, presso Piazza Matteotti, ore 22.00, Stefano
Calzolari e Adolfo Durante presentano: "Un grido tra le note tributo a Mia
Martini", Concerto per Piano e Voce.
Giovedì 20 Luglio, presso piazzetta
Velaux, ore 21.30, La Nuova Compagnia dell'arte scenica presenta: "Bollenti
Spiriti".
Venerdì 21 luglio, presso Piazza Matteotti, ore 21.30, Celtic Music
Festival presenta: "LA ZAG" Historical Folk.
Venerdì 28 Luglio, presso il
Teatro San Nicolò di Isola Dovarese, ore 21.30, "Mercanteggiando a Isola
Dovarese".
Per ulteriori informazioni contattare:
Cell.
339.7489760
tel. 0375.946042
e-mail:
prolocoisola@tiscali.it
bibliotecaisola@hotmail.it.
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06.07.06.

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28.06.06.


Nato dalla periferia romana, il Premio in
questi anni è cresciuto tanto da assumere un carattere nazionale.
L'obiettivo del Premio è quello di dare visibilità e dare l'opportunità ai
nuovi artisti, nell'ambito della musica, di esibirsi su un palcoscenico davanti
a un grande pubblico popolare, di fronte ad una giuria di alto livello
professionale (ci sarà anche Gianna
Bigazzi).
Le serate finali saranno condotte da Massimo Cotto. La giuria del Premio è presieduta da
Dori Ghezzi.
Il vincitore del Premio per
la sezione "Canzone d'Autore" vedrà
un suo cd prodotto da RAI TRADE e distribuito
da CNI Compagnia Nuove Indye.

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06.06.06.

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Il fuoco e l’acqua,
il buio e la luce,
la guerra e la pace,
il morire ed il vivere segnano il cammino delle persone straordinarie che lasciano segni indelebili nella storia dell’umanità.
Nulla è lasciato al caso, nulla è banale, solo la passione e solo Essa,
è unica ad esprimere ciò che il cuore spaccato ancora canta.
Non tutti come me hanno avuto la fortuna di camminare insieme a Mimì,
di sentire la sua voce compagna degli eventi che ci segnano,
quando il tempo scandisce lo scorrere dei giorni.
Nel nostro passato “troppo breve”, non c’è traccia di convivenza reale con questa donna straordinaria,
se non il volere rileggere le nostre emozioni alla luce della sua straordinaria voce,
portatrice di condivisioni, di valori, di amore sapientemente costruito
ma soprattutto vissuto.
Questo libro ci dà la possibilità di aggiungere svariati tasselli al meraviglioso mosaico “Mia Martini”.
Rivela, attraverso i corridoi della memoria, il volto di una regina che, pur senza trono e senza corona,
regna sovrana sulle note della musica.
Il libro è un ottimo strumento di conoscenza della persona di Mimì.
Esso aiuta a comprendere anche il grande impatto emotivo che ha lasciato su chi ha incrociato la sua strada.
Grazie a Mimì di esistere,
grazie a Pippo di mantenere vivo il suo ricordo
Alfonso Farina
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16.05.06.
Mimì e Palummella, con Peppe Ponti

A Napoli , Mimì , si rifugiò quando disse: “fermate il mondo voglio scendere”.
Il mondo da cui scappava era quello, feroce, delle canzonette come saponette, delle dicerie facili, dei festival brutti, sporchi e cattivi. Napoli la adottò, la curò, la coccolò, le restituì forze e fiducia in se stessa, le regalò un autore (Enzo Gragnaniello), una canzone-capolavoro (<Cu'mme>) e un grande vecchio-bambino con cui tornare in hit parade (Roberto Murolo)…
A questo evento hanno già dato la loro adesione Gennaro Montuori 'Palummella', che farà da coordinatore agli interventi, e Peppe Ponti, l'artefice del progetto "Mia Martini-La regina senza trono". Sono previste altre prestigiose partecipazioni, ma non vogliamo togliere il gusto della sorpresa a chi sarà presente.
Durante l'incontro non mancheranno le proiezioni di video particolari e amatoriali su Mia Martini.
Clicca qui per leggere l'invito.
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16.05.06. Bagnara calabra non dimentica Mia
Martini
Bagnara – Sono trascorsi undici anni dalla scomparsa di Mimì.
Il suo paese natìo l'ha ricordata venerdì 12 maggio con una singolare manifestazione. Mentre fervono i preparativi per la preparazione dell’ultimo incontro artistico, per la scelta dei 100 giovani artisti europei per partecipare alla fase successiva del Premio Mia Martini Giovani 2006, l’Associazione , in occasione dell’anniversario della scomparsa di Mimì, venerdì alle ore 11, nel salone del consiglio comunale di palazzo San Nicola, ha tenuto un incontro dal titolo “Bagnara Ricorda Mimì”.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bagnara ed il primo circolo didattico “Vincenzo Morello”.
All’incontro sono intervenuti: gli alunni della scuola , che hanno dedicato alla grande figlia di Bagnara alcuni versi, il dirigente didattico Antonino Giunta, che ha illustrato l’iniziativa riservata agli alunni del circolo.
Il presidente del Fans Club Chez Mimì, Pippo Augliera, ha parlato del rapporto particolare ed esclusivo che Mimì aveva con Bagnara, luogo dove si rifugiava per rigenerarli e allontanare i mali della vita. Ha ricordato inoltre che Mia Martini ha anche scritto un brano "Lucy" che contiene una filastrocca calabrese, da riscoprire. Ha suggerito agli insegnanti di inserire nelle loro antologie di scuola alcuni testi scritti dalla loro conterranea, molto poetici.
Nino Romeo, infine, ha detto:
“Per me, è un grande onore
ricordare Mimì nella sua amata Bagnara nel giorno
della sua scomparsa. Non sarà facile, cercherò per questa occasione, di far
rivivere il suo grande amore per la sua terra. Un dono d’amore, verso l’amica,
una donna, un’artista che ha regalato con il suo canto, a tante generazioni,
emozioni indescrivibili".

Di Mimì porto dentro di me un'immagine
lunare, nitida e splendente. Ricordo con grande piacere gli innumerevoli
concerti a cui ho assistito (soprattutto negli anni Settanta) in giro per
l'Italia: alcuni nella mia provincia, molti in Romagna (all'ALTRO MONDO
di Rimini e al vecchio GEO di San Mauro Mare...). Mia Martini dal vivo, oltre
all'originalità del suo estro interpretativo, sfoggiava una voce potentissima,
chiara e cristallina, capace di raggiungere note impossibili. Una voce
sicuramente penalizzata dal modesto effetto del roteare lento di una vecchia
puntina sul nero vinile, magari suonato su un giradischi non ancora
stereofonico... Mimì aveva un
approccio timido e riservato con il pubblico e difficilmente si muoveva
dall'asta del microfono su cui appoggiava sicura le mani ricche di vistosi
anelli... Una vera Gipsy Queen, che appariva dal buio delle quinte, coi
suoi vestiti da zingara e i capelli neri lunghissimi, i suoi scialli di seta a
fiori e il tintinnio dei bracciali e delle collane. Subito conquistava e
convinceva tutti con la sua voce inconfondibile, intonando Agapimu al
ritmo di uno scintillante tamburello. Il suo canto si liberava potente e sicuro,
rimbalzando sulle pareti della discoteca illuminata da mille fari colorati.
Quelle indimenticabili canzoni, sgranate una dopo l'altra come dalla corona di
un prezioso rosario tra un sorriso e un "grazie", intrigavano i cuori sognanti
di un pubblico assorto ed intimamente entusiasta. Seduti ai piedi della pedana
eravamo quasi tutti ragazzi non ancora maggiorenni, capaci di fare decine di
chilometri in autostop pur di raggiungere i grandi locali delle due "riviere"
(Versilia e Adriatico) dove in estate, se la sera si decideva per "il concerto"
non c'era che l'imbarazzo della scelta. Molti di noi, musicalmente parlando,
devono ancora oggi ringraziare la sorte per aver avuto la fortuna, per pure
coincidenze anagrafiche, di assistere alle performance di artisti straordinari,
"sorpresi" nei momenti più alti della loro carriera: Mina pre-esilio,
Patty Pravo prima della "scoperta" dell'America, Renato Zero non
ancora in odor di santità, Loredana Berté agli esordi, Baglioni
non ancora replicante di se stesso e Venditti in pieno estro creativo,
giusto per fare qualche esempio... E che dire dei pochi eletti che grazie
all'inventiva e all'impegno di Sergio Bernardini si sono ritrovati a
La Bussola di Viareggio, faccia a faccia con artisti del calibro di
Lucio Battisti, Gabriella Ferri, Chet Baker, Marlene
Dietrich, Maurice Chevalier, Sammy Davis Junior, Josephine
Baker... Ecco, Mimì l'ho
"vissuta" soprattutto nelle seducenti atmosfere di quel periodo, purtroppo per
molti versi irripetibile. Negli anni a seguire il suo percorso umano e artistico
non è stato sempre facile; tutti ormai conoscono (anche se in maniera spesso
distorta) la sua storia. Ma il clamoroso ritorno al Festival di Sanremo
del 1989 e il successo ritrovato, sembravano avere in parte riscattato le
sofferenze di quel periodo buio. Poi è successo quello che sappiamo e non è mia
intenzione soffermarmi a ragionare adesso su questo e su quello, su cause ed
effetti, anche perché credo non esista alcun motivo al mondo in grado di
spiegare o giustificare una morte prematura... Anche se la sua carriera non è
stata breve (avendo iniziato giovanissima), dal 1995 ad oggi abbiamo già
perso più di un decennio di belle canzoni... Chissà cosa sarebbe andata a
scovare pur di rinnovare il suo grande amore per la musica... Il 12
maggio) ricorre l'undicesimo anniversario della sua scomparsa e ancora una volta
mi sento di ringraziare dalle pagine di questo sito Paolo Piccioli che
nel palinsesto notturno di Rete 4 è riuscito anche quest'anno ad inserire
(a partire da stanotte) quattro imperdibili appuntamenti musicali dedicati a
Mia Martini. Poco importa se si
tratta più o meno di repliche di tributi già andati in onda negli anni scorsi,
per molti che non le hanno potute seguire o registrare in precedenza può essere
un'ulteriore buona occasione per rimediare. Sempre meglio del solito indecente e
colpevole buio totale da parte della Tv pubblica che, tra l'altro, possiede la
maggior parte del materiale di repertorio. Questo è
semplicemente il mio piccolo contributo per ricordarla con il rispetto che
merita e con l'immutato affetto sbocciato proprio in quegli anni Settanta, così
difficili e lontani ma così forti e autentici, proprio come la storia della sua
vita.
ROSARIO BONO 8.5.2006
11.05.06
In occasione dell' anniversario, cogliamo l'opportunità di
ringraziare:


Di Maurizio Nocera
A pagina 12 del libro “Mia Martini. La regina senza trono” (Alfredo Guida Editore, Napoli 2005) c’è una foto che subito attrae il lettore: la cantante Mia, con i capelli tagliati al maschile, una frangetta che lambisce le folte sopracciglie nere, un sorriso che ti parla sincero e gli occhi, quegli occhi che ti guardano l’anima - Mia qui è più bella che mai - abbraccia un uomo giovane, con le labbra piegate a sorriso, il volto tirato a mitezza e gli occhi che guardano in basso, che trattengono una gioia insperata, ma tanto ricercata con amore, con passione e fedeltà. Questo uomo è Pippo Augliera (curatore del libro), il cercatore dell’oro vocale di Mia Martini, di quella sua splendida voce che ammalia, stupisce e che ti entra dentro nella carne, dentro gli interstizi dei sensi, sconvolgendoli nell’intreccio incredibile della ricerca della bellezza.
Il canto di Mia è come il canto delle sirene che Omero inventò nell’Odissea per far ammaliare Ulisse. E Pippo Augliera, come d’altronde tutti noi, siamo rimasti ammaliati-colpiti da quella voce solare che, a disco ormai fermo, continua a percuotere i nostri timpani come un’eco edenica. Enrico De Angelis ha commentato così: «La voce di Mia sonda in profondità, aggiungendo quel pizzico di turbamento, quello slancio inquieto che accrescono la canzone al di là della struttura» (p. 37).
Augliera ama la voce di Mia, le sue canzoni, le sue tournée, ma ha amato anche la Mia persona, riservandole nella mente lo spazio a lui più prezioso e segreto, che di solito è occupato solo dall’amica più cara. Ha ragione Federico Vacalebre quando, presentando il libro, scrive: «Queste pagine [curate da Augliera] sono un regalo d’amore, un grazie doveroso da parte di chi sa quanta fatica e quanta passione, quanta vita e quante vite possano esserci dentro una canzone» (p. 9). È vero, il curatore ha collezionato i testi di questo libro per Mia Martini intendendolo proprio come «un omaggio doveroso e affettuoso nei confronti di una tra le più amate e applaudite interpreti delle ultime generazioni» (p.14). Più di una volta egli ebbe occasione di incontrare la cantante. Ricorda il primo incontro del suo fans club con la cantante alla stazione di Messina, nel dicembre ‘90, in occasione di un Telethon di beneficenza. «Per la prima volta - scrive riprendendo un’intervista al club “Chez Mimì” - le chiediamo se è vera la voce che circola sulla sua ritrosia ad accettare i fans club, visto che i due precedenti dedicati a lei hanno chiuso i battenti. / Lei, sorridendo e in maniera disarmante, risponde: “Chi l’ha detto? Non è che non sia d’accordo, anche perché questa vostra iniziativa mi fa piacere, è che non credo di meritare tutto questo” (p. 55).
Da quel primo
incontro nacque quello che poi diventò il mitico fans club ”Chez Mimì” di
Messina, che in Italia vanta un bel pò di anzianità. Con il fans club nacquero
pure le bellissime fanzine (finora, anno XV dalla nascita, 2005, trentuno
numeri) gli incontri con gli amici e le amiche di Mia, la ricerca delle sue canzoni [“Padre davvero” (45 giri); “Mia” (antologia Ricordi); “Il meglio di
Mia Martini”(antologia Ddd); “Mi basta solo che sia
un amore” (antologia Fonit); “Rapsodia” (antologia Fonit); ”Minuetto” (singolo); “Piccolo
uomo” (singolo); “Donna sola” (singolo); ”Almeno tu nell’universo”
(singolo); “Nel mondo una cosa” (album); “Il giorno dopo” (album); “Martini
mia” (album); “Lacrime” (album); “Valsinha”; ”Signora”; “La mia razza”; “Va a Marechiaro”; “La costruzione di
un amore”; ”Stelle”] e dei suoi inediti (uno è
stato rintracciato ed è stupendo:“Fammi sentire
bella”, dove la voce e il calore della cantante esplodono con l’incanto
di un paradiso in festa), le iniziative che la ricordano, ed oggi, finalmente
anche questo splendido libro pubblicato dalla Guida editore di Napoli, il quale
ha saputo dargli una veste tipografica tra le più belle per un genere di libri
come questo. I giovani ne sono entusiasti e non fanno, come di solito usano
fare i giovani, passarsi l’un l’altro il libro dopo averlo letto, preferiscono
piuttosto andare a comprarlo per averlo sempre con sé.
Ma non solo i giovani
apprezzano questo libro, tutt ‘altro perché, come nel caso di chi qui scrive,
che giovane non lo è più, e con me tanti altri meno giovani, avere e leggere
“Mia Martini. La regina senza trono” è un piacere, è
come un ascolto della voce della cantante nel silenzio della mente, là dove toni
e note si mescolano ai ricordi. Ad attraversare tutte le pagine del volume
s’incontrano un’infinità di sorprese: sono tanti gli interventi e tutti sinceri,
autentici, non di maniera: il già citato Federico
Vacalebre (giornalista de «Il Mattino»), e poi Nantas
Salvalaggio (scrittore), Ivana Zomparelli
(giornalista di «Noi Donne»), Roberto Galanti
(discografico), Antonella Ottolina (giornalista di
«Anna»), Bruno Lauzi (cantante), Mietta (cantante), Paola Turci
(cantante), Bruno Di Marino (giornalista), Enzo Gragnaniello (cantante), Loretta
Goggi (showoman), Daniele Piombi
(presentatore), Enzo Jannacci (cantante), Stefano Senesi (musicista), Mauro
Magni (giornalista), Toto Torri (giornalista
del «La Gazzetta»), Enrico Ruggeri (cantautore),
Mango (cantautore), Maurizio
Giammarco (musicista), Roberto Murolo
(cantante), Nino Marchesano (giornalista), Peppe Ponti (manager), Gennaro
Montuori (conduttore televisivo), Eva
Desiderio (giornalista de «La Nazione»), Gianna e
Giancarlo Bigazzi (autori di canzoni e compositori), Marco Falagiani (musicista), Marcello
Accorsi (giornalista), Maurizio Fabrizio
(compositore), Giancarlo Parisi (musicista),
Guido Harari (fotografo), Fernando Fratarcangeli (giornalista della rivista
«Raro»),Anna Checchi (giornalista di «Oggi»), Arrigo Cappelletti (musicista), Cristiano De Andrè (cantante), Dori
Ghezzi (cantante), Fio Zanotti (arrangiatore
musicale), Rossana Casale (cantante), Aida Cooper (cantante), Ron
(cantautore), Giorgia e Michele Zarrillo (cantanti),
Mimmo Cavallo (cantautore), Mario
Rosini (pianista-cantante).
E non mancano altri interventi e prese di
posizione come quelli di Loredana Bertè, Lucio Dalla, Sergio
Endrigo, Mina, Ivano Fossati, Patty Pravo, Carmen Consoli, Renato Zero; Giorgia,
Elisa, Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Gino Castaldo, Renato
Serio, Fabrizio Zampa, Franco Califano, Rita Forte, Lino Banfi, Toto Cotugno,
Alexia, Irene Fargo, Pippo Baudo, Fabrizio
De Andrè, Mogol, Maurizio
Costanzo, Mara Venier, Caterina Caselli, Adriano Aragozzini, Antonio Coggio,
Andrea Lo Vecchio, Shel Shapiro, Gianni Morandi, Iva Zanicchi, Marcella Bella,
Renzo Arbore, Carlo Verdone, Manuel Mijares, Claudio Baglioni, Mario Lavezzi,
Nek, Eugenio Bennato, Fiorello, Dario Baldan Bembo, Biagio Antonacci, Luigi
Albertelli.
Come si vede si tratta di uno spaccato quasi intero del
mondo della musica leggera italiana degli ultimi quarant’anni e mi accorgo solo
adesso che l’elenco di citati è lunghissimo, ma andava ugualmente riportato per
constatare la ricchezza del volume che oltre alle tante, tantissime
foto,
tutte belle e significative, riporta pure una lettera-testimonianza di
Franco Battiato, indirizzata
all’Associazione ’ “Chez Mimì”, nella quale scrive: "aderisco
all’iniziativa proposta [...] di intitolare già dalla 46° edizione del Festival
di Sanremo che si svolgerà nel Febbraio ‘96 il Premio della Critica a Mia Martini” (p. 202).
Tutto questo lavoro, ben
raccordato nel volume, è stato raccolto da Pippo Augliera attraverso i resoconti
dell’attività diretta del fans club “Chez Mimì” di Messina, ma anche
ripercorrendo su e giù l’Italia, come ha dovuto fare il curatore per
rintracciare amici e amiche della cantante. Un lavoro quindi non indifferente,
il cui risultato però dà la gioia di avere tra le mani un libro che farà storia.
È sicuro che Mia Martini, seduta sulla più alta nube
del cielo, non può non essere soddisfatta di ciò.
Certo, c’è da dire pure che
per lei la vita non fu una passeggiata a cuor leggero, e non poche furono le
amarezze che dovette soffrire. Già sappiamo di Luigi
Tenco e a tal proposito non aggiungiamo nulla di più. Ma una cosa è
sicura: la grandezza di Mia Martini è talmente
stigmatizzata che il suo
posto nella storia della musica leggera di tutti i
tempi ce l’ha già, e questo lo si deve anche a questo bel libro di Pippo
Augliera.
A chiusura di questa riflessione, riporto una nota della stessa
Mia Martini, che rilasciò nel 1990 a Carlo Assirelli
per il fans club “Chez Mimì” di Messina (nel libro riportata alle pp. 46-47),
nella quale è possibile sentire la forza e l’amore che la cantante aveva per la
vita. È una nota nella quale è possibile sentire anche un senso di dolore,
quello provocato spesso dalla spietatezza della discriminazione dovuta
all’ignoranza. Mia però, da candido angelo dalle
bianche ali, dimostra anche qui di saper sopportare l’abuso e l’affronto e il
dileggio e, come madonna piegata sul
colle del Golgota, parla (canta) con la
sua voce che sempre incanta:
«Nel ’69 sono
stata in carcere per una questione di hashish che mi hanno trovato e che non ho
fumato, allora la droga era una parola che faceva molta paura: non c’era una
distinzione fra detenzione e spaccio, quindi la cosa è stata abbastanza pesante,
sono stata dentro per quattro mesi: Beh, è stata una esperienza importantissima,
intanto per i rapporti umani. Io ho conosciuto in carcere un sacerdote, Don
Fresi, una persona meravigliosa che mi ha aiutato ad avere un rapporto con Dio,
che non avevo prima e l’ho mantenuto dentro di me. Mi ha fatto scoprire anche il
valore della libertà e delle cose che abbiamo. Qualche anno fa ho tradotto un
brano di Joni Mitchell, ”Big yellow taxi”,
che diceva proprio che la gente guarda e parla ma non vede e non sente e si
accorge delle cose che ha soltanto quando le ha perdute. Ecco, io tutto questo
l’ho scoperto in carcere, cioè mi sono accorta, mi sono resa conto che ero
ricchissima e non lo sapevo, che potevo guardare gli alberi, il cielo, respirare
l’aria, sorridere, parlare con la gente, piangere, ridere, bagnarmi sotto la
pioggia, tutte cose che non
capivo e apprezzavo perché le avevo a portata di
mano. Quando sono uscita dal carcere, mi ricordo sono andata ad aspettare la
nave che mi portasse a Civitavecchia, sono entrata in un bar e ho preso un
cappuccino. Questa era già una cosa pazzesca... sono uscita, c’era un diluvio
pazzesco, ho bevuto questo cappuccino in mezzo alla strada, sotto la pioggia,
guardando per mezzora tutta la gente che passava. Credo che sia stato il momento
più intenso e più importante della mia vita...». 
LA REGINA E IL VOLATORE
di Pippo Augliera
L’album ‘Macramè’ di Ivano Fossati, pubblicato nel 1996, l’anno dopo la scomparsa di Mia Martini, non conteneva nessuna dedica da parte del cantautore nei confronti di Mimì. Forse per una forma di pudore o forse perché alcuni ricordi, quelli che fanno più male, si tende a dimenticarli. Ma inconsciamente, qualche traccia rimane e viene fuori, nonostante e malgrado tutto. In quel lavoro, basta ascoltare i due brani contenenti due frammenti tratti da lettere portoghesi, recitati da Mercedes Martini, per evidenziare i richiami e i riferimenti ad un tormentato amore, sia per i contenuti (‘ho dimenticato le mie afflizioni e il mio piacere’ ), sia per la coincidenza del cognome dell’attrice in questione, sia per l’accostamento fin troppo evidente alle atmosfere di ‘Oltre la collina’.
Ma siamo sicuri anche che Fossati a questa osservazione direbbe, com’è nel suo stile, che non è così e liquiderebbe l’argomento. Lo ha fatto in altre occasioni, quando ha ribadito che ‘La costruzione di un amore’ è un brano universale, in forte contraddizione con quanto dichiarato da Mimì :“Ivano lo ha dedicato a me”.
L’incontro tra i due è stato uno scontro frontale tra la freccia del nord e quella del sud. Fossati probabilmente non ha sopportato in questo rapporto l’idea che potesse essere relegato al ruolo di principe consorte dell’artista famosa, considerata da lui, all’epoca della loro storia, soltanto una splendida voce e basta.
Nel ’94 , dieci anni dopo la fine del loro rapporto, nella sua prima biografia ‘Per niente facile’, sentenziò che era la più grande interprete che avessimo in Italia e non solo. Che avrebbe ripreso dal vivo, e non l’ha ancora fatto, ‘Canto alla luna’, contenuto nell’album ‘Danza’. E nello stesso periodo, la stessa Mimì si sfogò con il club affermando che avrebbe dovuto però evitare di dirlo anche nei confronti di Fiorella Mannoia.
Nel 2004, in una intervista a Radio Capital afferma, in preda della rimozione, che l’unica artista che si è calata maggiormente nella comprensione di ciò che ha scritto è stata la Mannoia, dimenticando che, dopo aver sentito nel ‘94, in studio di registrazione, in compagnia di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi, la versione emozionante de “I treni a vapore” realizzata da Mia Martini, non aveva esitato a decantare la sua capacità di non cantare solamente ma di dipingere quadri con la sua voce.
In questi mesi sono stati pubblicati due libri su di loro “La regina senza trono” e “Il volatore”, nei quali ognuno di loro parla dell’altro. Mimì lo fa in maniera appassionata, sincera, senza veli, Fossati mostra una (in) solita reticenza, quasi a volere glissare l’argomento , ben sottolineata dall’autore Andrea Scanzi :
“…le rare volte che abbiamo parlato di “Danza “, Ivano ha gentilmente cambiato discorso. Si è solo limitato a dire ‘contiene buone cose’. Credo che esistano, per lui, tre tipi di ricordi. Quelli che ama rivivere. Quelli che vorrebbe dimenticare. E quelli che fanno male….”
Probabilmente, i ricordi della storia con Mia Martini appartengono al secondo e terzo tipo.
Fatto curioso è che da qualche anno vive insieme a Mercedes Martini, della quale afferma: “E’ arrivata come una benedizione inaspettata e forse anche immeritata, ma sto facendo del mio meglio”. Buon per lui…
L’unico aspetto in cui Fossati sembra sciogliersi un pochino di più è legato alla jella e all’ostracismo:
“ …Sentivo la forza immensa di questa donna che era veramente un’artista, con tutte le lettere maiuscole. Penso di avere imparato moltissime cose da lei. I musicisti erano molto attenti a lei, ma la gente non l’ha mai afferrata nella sua pienezza. Era di una bravura dirompente, a livelli non italiani. Ha lottato per rendere internazionale la musica italiana, si è sforzata in maniera sovrumana, ed è stata ripagata con un atteggiamento criminale. Sarebbe stata degnissima di una carriera internazionale e avrebbe fatto benissimo…
…come si potesse esercitare una tale crudeltà e idiozia insieme su Mimì, non l’ho mai capito. Era una cosa molto brutta, molto italiana, inclassificabile. Un comportamento criminale dell’ambiente e di una parte di pubblico. Un caso tipico di cattiveria umana che si sviluppa contro altre persone. La teoria del branco, tutti contro uno. E’ stata una vicenda pesante, generata dalla parte più oscura dell’animo umano e al tempo stesso mescolata a certe nostre abitudini mentali latino-cattoliche e italiane in particolare, perché nemmeno in Sud america ho visto usare una tale tendenza a usare la cattiveria in questo modo…
…Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui”.
Il capitolo del libro "Il volatore", dedicato a Mia Martini, dal titolo “Buona notte, dolce notte”, si conclude con un riferimento dell’autore a questo brano:
"Il momento più bello di ‘Danza’ è la traccia numero sei. Buona notte, dolce notte. Fossati la riprenderà per ‘Ventilazione’, ma non suonerà così bene. In ‘Danza’ sono voci che si sposano.
‘Per capirlo dovrei cantare/ una vita in più/ Ma la vita va/ quieto amore mio/ niente, niente che non va.’
Niente che non va". 
07.05.06. Dopo il concerto
tenuto a Taranto il 5 maggio, la grande e sofisticata voce di Ornella Vanoni è
attesa lunedi 8 maggio al Teatro Impero di Brindisi, accompagnata dall’Orchestra
della Magna Grecia diretta da Luis Bacalov, per l'ultimo appuntamento della
stagione concertistica.
Ci sono, dunque, tutti gli ingredienti per una serata
di grandi emozioni con le più belle musiche, che hanno reso ancor più grandi i
film dei nostri tempi, grazie anche alla partecipazione straordinaria di questa
grande artista molto stimata, insieme a Mina e Gabriella Ferri, da Mia Martini.
Per informazioni consultare il sito www.orchestramagnagrecia.it
o
rivolgersi all’Orchestra della Magna Grecia Via Tirrenia, 4 - Taranto - tel 099
7304422 


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6 maggio - Ore 10, nel foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, in via Marconi, si terrà la conferenza stampa per l’inaugurazione della “Mostra Radio e Canzoni”.Per la prima volta saranno esposte rare testimonianze della canzone napoletana: dai cliché originali di fine Ottocento agli strumenti musicali dei più famosi musicisti napoletani e agli oggetti di scena di importanti artisti.Parteciperanno: Marco Di Lello, assessore regionale al Turismo e Beni Culturali; Dino Di Palma, presidente dell’Amministrazione Provinciale di Napoli; Rachele Furfaro, assessore alla Cultura del Comune di Napoli; Giulia Parente, assessore ai Grandi Eventi del Comune di Napoli, Francesco De Domenico, direttore delle Produzione Radio Rai; Francesco Pinto, direttore del Centro Rai di Napoli; Paquito Del Bosco, direttore artistico dell’Archivio sonoro della canzone napoletana.
16 maggio – Ore 11,30 – Conservatorio di San Pietro a Majella, Sala Martucci – “Canzone Napoletana e Culture Musicale: Ieri, Oggi e Domani” – Forum sulla canzona napoletana - A cura della “Fondazione Roberto Murolo” – Infotel: 0815784000 / 0815783280 – Email: fondazione@robertomurolo.com - Website: http://www.robertomurolo.com/
26 maggio – Ore 18 – Saletta Rossa della Libreria Guida Portalba (Via Port’Alba, 20/23 - Info: 081446377) – “Mia Martini, la regina senza trono” – Musica, testimonianze e performance di artisti e amici di Mia Martini - A cura dell’Associazione “Alfredo Guida Amici del Libro” – Infotel: 081444309 – Email: elites@guida.it

03.05.06.





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Almeno tu... 1. Almeno tu nell'universo (Fabrizio) 2. The Pink Panther (Mancini) 3. Softly as in a morning sunrise (Hammerstein) 4. Here's that a rainy day (Van Heusen) 5. Dany's Ballad (Lionetti) 6. Passacaglia (Lionetti) 7. On a slow boat to China (Loesser) 8. Corale (Bach - Lionetti) Daniele Scannapieco - sax tenore Felice Lionetti - piano Tommaso Scannapieco - contrabbasso Gianni Insalata - batteria Francesco Palmitessa - chitarra (#6 e #7) |
Accogliamo con un
caloroso benvenuto questa nuova formazione guidata dal batterista Gianni
Insalata e dal pianista Felice
Lionetti, comprendente il sax tenore di Daniele Scannapieco
ed il contrabbasso del fratello Tommaso, che debutta, con un pregevole
lavoro
Almeno tu..., per l'etichetta
Philology del sempre attento producer Paolo Piangiarelli.
Semplice ma
funzionale la formula scelta dal Fòvea Jazz Project (Fòvea dal latino =
fossa) di riarrangiare con gusto alcuni noti standard ed inserire tre valide
composizioni a firma del pianista, senza perdersi in inutili e pretenziosi
progetti, forti anche della presenza del sax di Scannapieco, solista di
livello che contribuisce ad impreziosire ogni arrangiamento.
Fra gli
standard presenti troviamo Softly as
in a morning sunrise, riproposta in chiave modale ed Here's That Rainy Day che riacquista anch'essa nuova
linfa.
Molto accattivante poi il trattamento riservato al noto
tema di Harry Mancini The Pink
Panter eseguito sotto la parte ritmica di Watermelon Man di Herbie
Hancock, così come la versione del brano che da il titolo al cd, Almeno Tu Nell'universo, legato all'interpretazione
che ne diede
Mia Martini, una struggente ballads
accarezzata ancora una volta con maestria dal tenore di
Scannapieco.

Gilda
Giuliani-Canto Mimì: questo il
titolo del nuovo progetto artistico e musicale di Gilda Giuliani,raffinata ed elegante cantante e interprete.
Si tratta di un vero e proprio “atto d’amore” per Mia Martini, altra grande della musica
leggera e della canzone italiana prematuramente
scomparsa.
“Ho
conosciuto di persona Mia Martini e l’ ho sempre stimata, ritenendola una delle
voci più suggestive della musica italiana. Sono anni
che durante i miei concerti propongo le sue canzoni che
riscuotono sempre un grande consenso di
pubblico”- dice la cantante.
“Sarà
uno spettacolo dal forte impatto emotivo –
aggiunge la Giuliani - ci saranno filmati da pelle d’ oca mentre io eseguirò circa sedici canzoni
per una durata complessiva di più di due ore”.
Al progetto live che proseguirà per
tutta l’estate, si aggiunge l’uscita di un lavoro discografico, importante
documento del recital-tributo a Mimì, in cui troverà spazio un duetto della canzone Cu’
mmè tra la
Giuliani e il grande
Peppino Di Capri.
I
brani proposti durante lo spettacolo sono i più
significativi e importanti della carriera di Mia Martini: Mimi
sarà,
Piccolo uomo,
Inno,
Vola,
Donna,
La canzone popolare,
Minuetto,
Viva l’amore,
Gli
uomini non cambiano,
Che
vuoi che sia se t’ ho aspettato tanto, Cu’ mmè,
Donna sola,
E non finisce mica il cielo,
Stiamo
come stiamo,
La
nevicata del ’56,
La
musica che gira
intorno
e
Almeno tu nell’universo.
Tra gli
autori di questi brani ci sono molti big
della musica leggera e della canzone italiana: Fossati, Lauzi, Baldan Bembo, Califano, Piccoli, Bigazzi, Gragnaniello, Cavallo, De Gregori, Albertelli.
E dulcis in fundo a concludere
tutto, tre evergreen di Gilda Giuliani: Serena, grande successo
del Festival di Sanremo 1973 e non solo; Io
me
ne
andrei, scaturita
dalla collaborazione con Claudio
Baglioni e Amore, scritta da
Maurizio Monti e
riproposta dalla coppia Mina-Cocciante. Non resta che augurare
alla Giuliani un grande trionfo, sicuri che
con il suo enorme talento e la sua grande sensibilità ci regalerà grandi
emozioni! Nel nome di Mimì e di Gilda
Giuliani.
Andrea Direnzo Gilda Giuliani FansClub
N.B. Dal marito
di Gilda Giuliani riceviamo un breve ma significativo commento sul debutto del
recital il 22 aprile:
"Splendida serata... come poteva non esserlo
cantando e raccontando Mimì."
26.04.06.Recensione di Fernando
Fratarcangeli su RARO n. 176 - aprile
2006
Il titolo lo aveva suggerito la stessa Mia Martini: "Regina senza
trono" in senso ironico e scherzoso probabilmente sarebbe stato questo il
titolo di un album che la stessa avrebbe dedicato a quei brani in cui il
riferimento e l'ispirazione riportavano alla luna. Non c'è n'è stato il
tempo, com'è noto. Mia ci ha
lasciato nel '95, ma il trono che le spettava è rimasto suo. Ora,
paradossalmente, l'artista è più amata di quanto era
in vita. Chi non l'ha mai abbandonata sono, tra gli altri, i ragazzi del
suo fan club "Chez Mimì" in attività da molti anni e
al quale la cantante era molto legata tanto da permettere ora agli stessi
curatori, in primis Pippo Augliera, di realizzare un interessante volume
che ripercorre soprattutto l'ultimo periodo d'attività attraverso incontri,
interviste esclusive rilasciate al club e molto altro. Di lei parlano anche
personaggi che le sono stati vicini tra i quali, Enzo
Gragnaniello, Roberto Murolo, Beppe Dati, Giancarlo Bigazzi, il fotografo Guido Harari,
Dori Ghezzi e Aida Cooper. Un omaggio affettuoso per conoscere meglio
l'artista dal punto di vista umano. Da segnalare un
unico neo; un volume prezioso come La regina senza
trono, avrebbe meritato certamente una sezione fotografica interna
più curata dal punto di vista qualitativo.
22.04.06.
Gilda
Giuliani
presenta
"Canto Mimì"
Sabato 22 aprile 2006
ore 21,30
Teatro "Serpente Aureo" di Offida
(AP)
Comincia il tour 2006 di Gilda Giuliani al Teatro di Offida (AP)
con uno
spettacolo interamente nuovo e dedicato a Mia Martini.
Il
tributo vuole portare e riportare, con interpretazioni
comunque
personali, l'attenzione su un'artista che è stata una delle più grandi interpreti della canzone in
Italia.
Lo spettacolo
ripercorrerà, non con una logica temporale, la vita artistica
di Mia Martini riproponendo, senza però
stravolgere l'originale, un' interpretazione delle sue più note e coinvolgenti
canzoni da "Piccolo Uomo"
ad
"Almeno tu nell'universo" passando
per "Minuetto" e "E non finisce mica il
cielo".
Il Recital si aprirà con una canzone ritratto, di un'intensità unica,
intitolata "Mimì Sarà" e tutte
le due ore serviranno a rendere omaggio ad
un'artista dalla carriera lunga e
purtroppo contrastata.
La serata
sarà interamente registrata per la
realizzazione di un CD live dal
titolo "Canto Mimì"
Il repertorio è composto da 17 brani:
Mimì sarà, Piccolo Uomo, Inno, Vola, Donna,
La canzone popolare, Minuetto,
Viva l'amore, Gli uomini non cambiano, Che
vuoi che sia se t'ho aspettato
tanto, Cu'mmè, Donna Sola, E Non Finisce Mica
Il Cielo, Stiamo come stiamo,
La nevicata del 56, La musica che gira
intorno, Almeno tu nell'universo.

21.04.06. La nostra preziosa collaboratrice Mila Giordani ci invia questo interessante articolo
reperito su Internet.
Padre davvero di Lorenza Montanari
Per ogni donna, il
primo uomo è sempre lui. E’ il primo che vediamo e anche il primo che amiamo,
anzi che adoriamo senza riserva alcuna. Il papà è sempre perfetto: è il più
bello, il più forte, il più ‘grande’ di tutti. Questa smisurata passione dura
qualche annetto, poi la figlia ‘innamorata’ cresce, acquisisce il senso critico,
e allora i casi sono due: o la passione finisce per trasformarsi in un solido
affetto, come del resto capita a molti amori, o si trasforma in un conflitto
praticamente eterno e insuperabile, come nel caso degli amori più infelici.
Poiché di amore pur sempre si tratta, questo particolare sentimento che le
figlie nutrono verso il padre può infatti essere pienamente ricambiato o
quantomeno rispettato, ma può anche essere completamente respinto, rifiutato,
sbeffeggiato, ed ecco allora la prima grande delusione d’amore di una donna.
Come se non bastasse, ci si mette di mezzo quel subdolo meccanismo che in
psicanalisi si chiama ‘reiterazione’ e che induce la figlia, una volta diventata
donna, a ripetere all’infinito quella drammatica esperienza, affidandosi a
uomini che altro non sono che la ‘fotocopia’ della figura paterna, con la stessa
capacità di procurare delusione e dolore. E’ come se quella prima esperienza
amorosa finita male invadesse a tal punto il cuore della donna da impedirle di
‘guardare oltre’, di sentire e di accorgersi che anche l’altro sesso può essere
dotato di comprensione, affettività, capacità di ricambiare. Nulla da fare: si
continua a cercare ‘lui’, che non può essere che esattamente così
com’era.
Bisogna averne, di forza, per
superare questo istinto: poteva giusto riuscirci una ‘fuoriclasse’ come Anais
Nin, che a un certo punto prese letteralmente ‘di petto’ il problema e sfogò la
passione frustrata per il padre (che l’aveva abbandonata in tenera età)
esattamente come qualsiasi donna dà sfogo alla passione per l’uomo che ama. Dopo
di chè mise il tutto ‘nero su bianco’: nel libro intitolato ‘Incesto’, la Nin
descrisse infatti tutti i particolari della passione, prima platonica poi
concretamente vissuta, che la legò al padre ritrovato. Una scelta che più
‘esorcizzante’ non poteva essere, ma che fu il frutto della profonda ricerca
interiore portata avanti dalla scrittrice con un’ ‘audacia sperimentale’ che ai
suoi tempi era impensabile, ma anche oggi non è da
tutte.
Le stragrande maggioranza delle
‘figlie deluse’ finisce infatti, in un modo o nell’altro, per soccombere alla
propria stessa delusione. Per tutte loro parlò, anzi cantò, Mia Martini: nella
sua lunga carriera, iniziata a 6 anni con una partecipazione radiofonica e
conclusasi a 48 anni. Domenica Bertè, detta Mimì, percorse tutte le
fasi del dolore femminile causato da un traumatico rapporto con l’uomo, dal
primo in questione a quelli successivi. “Ora che sono mezza
inguaiata e che ho deluso le tue speranze, vieni di corsa, mi hanno
avvisata, per dirmi in faccia le tue sentenze. Padre davvero, lo vuoi sapere? Se
tu non vieni, mi fai un piacere”. Era l’inizio degli anni ’70 quando
con la canzone ‘Padre davvero’ Mimì incantò la critica ma scandalizzò il
perbenismo fino alla censura. Una serie di rime che non perdonavano: “Padre davvero, sarebbe bello, vedere il tuo pianto, di
coccodrillo. Padre davvero, sarebbe grande,
sentire il parere della tua amante. Padre davvero, ma chi ti somiglia?
Ma sei sicuro che sia tua figlia?”. Sul tema
del padre, Mimì tornò una ventina d’anni dopo, con la canzone, dal titolo assai
eloquente, ‘Gli uomini non cambiano’: “Sono stata
anch’io bambina, di mio padre innamorata, per
lui sbaglio sempre e sono la sua figlia sgangherata. Ho provato a conquistarlo e
non ci sono mai riuscita, e ho lottato per
cambiarlo…ci vorrebbe un’altra vita”. Ma nel frattempo, tutta la sua
discografia toccò i temi dell’indifferenza e dell’egoismo maschile,
dell’abbandono e del menefreghismo: “Mi giri intorno
solo quando vuoi, torni proprio quando tu non
puoi più stare solo, e io scema che ci casco e ti consolo”. La canzone si
chiamava “Amore, amore…un corno” e l’aveva scritta un Claudio Baglioni allora
praticamente sconosciuto. Ma non solo l’amore fu al centro della produzione
discografica di Mia Martini, che fu anche l’unica donna a trasferire nella
musica leggera i temi del femminismo, riuscendo così a portarli all’attenzione
di un pubblico estremamente vasto. Con la canzone ‘Libera’ alluse al tema
dell’aborto, con ‘Io donna io persona’ parlò dell’umiliante ruolo della
donna-oggetto, con ‘Sola’ sottolineò il valore dell’indipendenza femminile.
Confermando infine che la donna, più acquisisce coscienza di sé, più è critica
nel rapporto con l’uomo. Ma senza mai negare la possibilità di una reciproca
intesa, anche a costo di qualche piacevole e consapevole sacrificio. “L’ho imparato da mia madre, che lo diceva sempre a mio
padre, che tutti gli uomini sono bugiardi,
bevono giocano e tornano tardi, tutti uguali! Ma sono pronta a rinnegarmi, basta
che tu ti fermi a guardarmi, e già mi trovi
nella tua rete, cosa m’importa se in fondo voi siete tutti uguali!”.
Praticamente una filastrocca, forse una dei brani meno conosciuti di Mimì: ma
che la dice lunga sulla possibilità, per una donna, di diventare furba quasi
quanto un uomo. Quasi quanto il proprio padre. Per poter, infine, liquidarlo con
un sorriso.




.... E’ passato altro tempo, ci siamo sentiti ogni tanto per telefono, in ballo c’era anche un progetto discografico: la realizzazione di un album con l’etichetta Raro! con i brani migliori di Billie Holiday reinterpretati da Mia. Lei si è dimostrata entusiasta del progetto, le canzoni le avrebbe scelto lei stessa, anche se certamente di non facile realizzazione, essendo l’artista contrattualmente legata alla Fonit Cetra.
Quando Mia è andata via da questa etichetta, si è tornati a parlare di questo progetto, al quale si credeva molto. C’era ugualmente una etichetta di mezzo, la RTI Music, ma questa volta la strada che portava a termine l’idea è sembrata meno tortuosa. D’altra parte si sarebbe trattato solo di una edizione limitata per soli collezionisti e quindi con l’eventuale concessione dell’etichetta di appartenenza. Se ne sarebbe comunque parlato definitivamente negli uffici della redazione di Raro! Un venerdì di maggio. Il venerdì dopo la sua scomparsa.
‘In quei giorni lì sarò a Roma’ – mi
disse – ‘e così ci leviamo di mezzo anche questa benedetta intervista senza
fine’. Senza fine, appunto. Grazie, ugualmente, Mimì... 







Mimì è sempre con noi
Di Marcello Lazzerini
giornalista scrittore
“ Ho seguito il criterio del cuore, scegliendo brani non scritti in nome di un grosso impegno sociale, ma piuttosto in nome della fragilità umana”. In questa dichiarazione, contenuta nel bel libro “Mia Martini, la regina senza trono” a cura di Pippo Augliera, non c’è soltanto l’indicazione di una scelta artistica, ma addirittura il senso della sua vita, di una condizione umana assai diffusa ma avvertita con dolore e rassegnazione da quella grande artista che ci ha lasciato troppo presto.
Il libro, a cura del Presidente del fan club “Chez Mimì”, contiene tantissime interviste, sfoghi, confessioni dell’artista che, con inaudita generosità, non risparmia niente di sé stessa, ripercorrendo le fasi della sua carriera e della sua vita randagia, “ nomade “ amava spesso definirsi, con sincerità, rifuggendo da atteggiamenti divistici : l’incomunicabilità familiare, il rapporto umorale e viscerale con la sorella, la tormentata storia d’amore e di sodalizio artistico con Ivano Fossati ( “una storia assurda” ha poi dichiarato, “voleva me ma non accettava l’artista”), le crisi, gli interventi chirurgici, i lunghi silenzi, la rottura e i dissensi con le case discografiche, le ingiustizie e l’immenso, sordo dolore per quell’assurda nomea che le invidie e la colpevole stupidità di ambienti del mondo dello spettacolo e mediatico le avevano impresso sulla pelle: jettatrice! Bollata come nella “lettera scarlatta” con un marchio indelebile. Un’infamia che su una creatura fragile, sensibile, vulnerabile, come lei ha tracciato un solco doloroso. Non è un caso che un grande artista come Gino Paoli abbia sentito il bisogno, ricordandola, di esprimere “tristezza” e soprattutto “rimorso” forse per non aver fatto quanto era necessario per metterla al riparo da tanta cattiveria. Ma in questo libro ci sono anche i momenti di gioia, le risalite, la sete di sperimentare nuovi percorsi artistici e musicali, rifiutando la ricerca del successo facile, da ottenersi attraverso compromessi di basso profilo: no, in lei c’è il rifiuto di tutto ciò, per affermare una concezione alta della musica, intesa come unicum e non divisa per generi di prima, seconda, terza classe. Da qui le sue intense stagioni, la passione per il jazz, il blues, l’incontro straordinario con Napoli e la “napoletanità” ( ovvero Murolo, Gragnaniello, Pino Daniele), o la prolifica frequentazione della “bottega fiorentina” di Giancarlo e Gianna Bigazzi, Marco Masini, Beppe Dati, Marco Falagiani che, oltre a “ Gli uomini non cambiano” ci ha lasciato un brano postumo “Fammi sentire bella”, che sarà presto prodotto dalla Caselli.
Il libro ci restituisce la grandezza di un’artista di respiro mondiale (straordinaria la sua tournèe con Charles Aznavour), che ha cantato i brani di grandi autori internazionali ( Lennon, Cohen, Serrat, Elton John, De Moraes), e interpretato i cantautori che hanno scritto proprio per lei ( Cocciante, Venditti, Conte, Ruggeri, De Gregori, Fossati, Minghi ed altri ancora).
Uno dei meriti principali del libro credo sia quello di restituirci l’immagine del rapporto autentico di amicizia e di fiducia che Mia aveva instaurato con il suo club “Chez Mimì”: in esso sembrava quasi che essa vi trovasse rifugio, un approdo sereno, “il caldo buono” di ungarettiana memoria, oserei dire, un luogo dell’anima dove ripararsi e affidarsi totalmente. Questo, al di là dei frammenti di vita e di verità che ci consegna, credo sia uno dei meriti del libro, il cui obbiettivo è quello di far sì che “neanche una virgola “ di Mimì vada perduta.
Tentativo riuscito, poiché questa
grande, immensa “ voce dell’anima” è
ancora qui con noi, insieme a noi.








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UNA SERATA CON MIA MARTINI
Di Giada StileBertè
Una bellissima e sentita serata quella organizzata a Firenze Sabato 11 Marzo, al locale "Mamma"di Lungarno Santa Rosa. L'obiettivo e' stato la presentazione del libro "Mia Martini.La regina senza trono" , che racconta perfettamente il vissuto di questa grande artista. Nel libro sono presenti anche interviste e racconti di artisti ma soprattutto c’è Mimi' che affronta e rivela tantissimi argomenti della sua vita, il tutto corredato da fotografie, documenti autografi e lettere de"la grande assente". La serata e' stata organizzata dall' autore Giancarlo Bigazzi, dalla moglie Gianna, grande amica di Mimi', e dal club Chez Mimi'. Presenti alla serata Pippo Augliera, direttore dell'unico fans club ufficiale di Mimi', che ha presentato il libro, e Gianna Bigazzi, che ha raccontato il suo incontro con Mimi' e l'approccio avuto dall’artista con la scuola musicale fiorentina. “Firenze e Napoli sono state delle citta' adottive per Mimi' , è risaputo il suo amore per la canzone napoletana ma a Firenze si sentiva come a casa, tanto che ha scelto questo luogo per viverci agli inizi degli anni ‘90”. C’è stata anche la partecipazione di Aleandro Baldi che ha improvvisato con la sua chitarra e consueta bravura brani del repertorio di Mia Martini come "Minuetto", "Almeno tu nell'universo" “Piccolo uomo” . Beppe Dati ha riproposto una interessante rilettura di “Gli uomini non cambiano” e il suo personale omaggio di “L’ultima canzone”. Il giornalista Marcello Lazzerini ha coordinato con grande professionalità gli interventi e i momenti musicali. Il momento sicuramente più intenso è stato vissuto dal numeroso pubblico presente con l’ascolto dell'inedito "Fammi sentire bella", un provino inedito realizzato prima della sua scomparsa, coinvolgente, bellissimo e ovviamente interpretato magicamente, ma questa non e' una novità. Mimì, grazie alle sue capacita' artistiche e vocali, riusciva a emozionare il suo pubblico perchè non cantava soltanto con la voce ma soprattutto con il cuore. Successivamente, sono stati trasmessi video tratti da apparizioni televisive in Tv e da un concerto tenuto da Mia Martini pochi giorni prima della scomparsa. Una frase che ha colpito in particolare,è stata riferita da Gianna Bigazzi quando ha affermato: "Mimì aveva tutte le caratteristiche per diventare un'artista di fama mondiale peccato pero' che siamo in Italia e ciò non è accaduto". Un particolare e sentito ringraziamento all'organizzazione per questo evento bellissimo e a "Chez Mimi" che continua a lottare e a far rivivere Mimì nei cuori delle persone che, come me, l'hanno amata e continuano a seguire questa ‘regina senza trono’ che ha lasciato un segno indelebile.

“Fammi sentire bella” L’inedito di Mia Martini
di Giovanni Ballerini
La Nazione – Firenze 12/03/2006. “Mimì era vera e non scendeva a compromessi. Arrivò a Firenze per scoprire quel gruppo di lavoro che chiamavano la scuola fiorentina della canzone e fu amore a prima vista”. Il ricordo di Gianna Bigazzi (moglie del produttore Giancarlo) ha fatto da prologo al riuscito happening “Una serata con Mia Martini”, in cui la Firenze della musica d’autore ha reso ieri omaggio alla cantautrice scomparsa il 12 maggio 1995. Per ricordare quella che i francesi definirono l’Edith Piaf italiana, è stata organizzata una serata che ha colpito al cuore il folto pubblico presente, che si è commosso a riascoltare i successi della Martini riproposti in chiave acustica da un ispirato Aleandro Baldi e da un vibrante Beppe Dati che ha cantato con grande intensità “L’ultima canzone”, un affettuoso omaggio che il cantautore fiorentino ha dedicato a Mia. C’è stato lo spazio anche per l’anteprima di “Fammi sentire bella”, un brano inedito registrato per pianoforte e voce da Mia Martini nello studio di Bigazzi nell’aprile del ’92, che è stato arricchito dalla produzione di Marco Falagiani per tornare a nuova vita grazie alla Sugar, probabilmente in un futuro progetto discografico. La serata ha avuto il suo epilogo nella presentazione del libro “La regina senza trono”, curato da Pippo Augliera, con i contributi di tanti altri componenti del fan club Chez Mimì. Una raccolta di interviste, impressioni, ricordi e tormenti, che ripropone a meraviglia l’immagine di un’artista fantastica, ma anche di una donna unica, talentuosa, difficile, esuberante e sensibile. L’idea del libro è nata per arricchire in qualche modo l’esperienza della fanzine che il club edita dall’89 per i nostri iscritti – spiega Pippo Augliera – Abbiamo deciso di fare qualcosa di speciale per il decimo anniversario della scomparsa di Mia.” Ed è nato questo libro che è al terzo posto fra quelli musicali ordinati su internet e al quinto fra quelli musicali in genere.

IL GRANDE ASSENTE
Marco Masini avrebbe dovuto essere presente a questa magica serata, ma improvvisi impegni di lavoro glielo hanno impedito. Ha voluto, comunque, mandare un suo personale pensiero che è stato letto da Beppe Dati.
Lo riportiamo volentieri :
Purtroppo, per ragioni di lavoro mi trovo in Belgio, mi
dispiace non poter presenziare a questo
importante evento. Anche
da lontano desidero sottolineare l’importanza che
Mimì ha rappresentato
artisticamente in questo settore e in tutti gli anni in cui la luce dei
riflettori l’hanno vista protagonista.
Abbiamo perso una vera
interprete e con essa, spesso, il gusto di apprezzare in ogni singola nota e
parola da lei interpretata la melodia, dal graffiante timbro, di grande impatto, come
solo Lei sapeva trasmettere
così intensamente. Per
l’eredità che questa Artista
ci ha
lasciato, ritengo che ogni istante dedicatole sia giusto motivo , non solo per tenerne vivo il ricordo ma anche per continuare ad
alimentare e stimolare vecchi e nuovi autori o produttori
artistici nella ricerca di giovani e autentiche
“VOCI”
, ad oggi , opera sempre
più ardua ….all’apparenza, quasi impossibile.
Marco Masini
13.03.06. Da un sondaggio di Alice sui testi più belli della canzone
italiana, 'Almeno tu nell'universo'
occupa sorprendentemente e meritatamente la prima posizione, lasciandosi alle
spalle brani appartenenti al cantautorato come 'Bocca di rosa' di Fabrizio De Andrè, 'La donna cannone' di Francesco De Gregori.

Sabato 11 marzo alle 17.30 a Firenze
Presentazione del libro “La regina senza trono” e un inedito della cantante
Una grande anteprima, la presentazione di un libro, le canzoni più belle. Mia Martini rivivrà nei ricordi dei suoi amici e di chi l’ha amata come donna, amica, artista, e si esibirà con la sua voce grazie a un inedito. A dieci anni dalla sua prematura morte, Mimì torna a Firenze. Lo fa in una serata a lei dedicata e organizzata dall’autore Giancarlo Bigazzi, dalla moglie, e amica intima di Mia, Gianna Bigazzi e dal club Chez Mimì.
La “serata con Mia Martini” si svolgerà a Firenze al “Mamma” di lungarno Santa Rosa. A partire dalle 18, Gianna Bigazzi e il giornalista Marcello Lazzerini ripercorreranno la carriera di Mimì e cosa è avvenuto in questi dieci anni. Durante la serata sarà presentato il libro “Mia Martini. La regina senza trono”, con fotografie, interviste in esclusiva, documenti e lettere autografe dell’artista. Il libro sarà presentato dal suo curatore, Pippo Augliera, psicoterapeuta che ha fondato nel 1989 il club “Chez Mimì” dedicato a Mia e da lei autorizzato.
I momenti musicali della serata sono affidati a Beppe Dati, autore di “Gli uomini non cambiano” che Mia Martini ha portato al successo nel Sanremo del ’92, classificandosi al secondo posto. Dati canterà alcuni brani della carriera di Mimì oltre al brano da lui dedicatole nel decennale della sua scomparsa dal titolo “L’ultima canzone”.
E poi la splendida voce di Mia tornerà a
riecheggiare con l’anteprima di “Fammi sentire
bella”, brano da lei registrato prima della sua scomparsa, e rivestito
per l’occasione da un nuovo arrangiamento di Marco
Falagiani.
Previsti anche la proiezione di video particolari e
l’esibizione di alcuni artisti che interverranno a questo speciale e sentito
omaggio.
L’ingresso è libero.
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telefono 338 7593538
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